La tramvia Intra – Omegna

14 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Pallanza Ricordo del primo tram Rocca

Un tempo si poteva andare in tram da Intra a Omegna. Vi proponiamo il racconto per immagini di questa singolare tramvia che fu attiva dal 1910 al dopoguerra: era una linea tranviaria a scartamento normale che collegava il centro di Intra con Pallanza e Omegna. Prevedeva le seguenti fermate: Intra Imbarcadero – Pallanza Alta – Pallanza Riva – Suna – Fondotoce – Pallanza Ferrovia (Stazione FS) – Gravellona – Crusinallo – Omegna. Inaugurata nel 1910 e chiusa nel 1946 era gestista dalla SAVTE (Società Anonima Verbano per la Trazione Elettrica) e percorreva 20km a corrente elettrica alternata a 2000 volt.

Milano 1906, Esposizione Internazionale per il Traforo del Sempione, Stazione Piazza d'Armi. Il materiale rotabile della tranvia, di 12 unità, fu ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del 1906, foto di Paola Vozza

Il materiale rotabile della tramvia fu ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del Sempione del 1906 a Milano. In altro uno scatto della ferrovia

2 Milano 1906 sopraelevata stazione d'arrivo

L’interno della Stazione di arrivo alla Piazza d’Armi. Tutti gli edifici costruiti per l’Esposizione furono smantellati, eccetto quello dell’Acquario Civico in stile liberty

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L’architetettura effimera della Stazione di arrivo alla Piazza d’Armi con la Buvette e la Brasserie

Il materiale rotabile di 12 unità fu ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del 1906 di Milano, che collegava le due aree principali: il Parco Sempione e la Piazza d’Armi (attuale zona Fiera) con due stazioni e due fermate. Era interamente sopraelevata su un viadotto di legno sopra le strade e in ferro sul tratto in cui scavalcava la Stazione di Porta Sempione, detto scalo di smistamento.

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Milano, 1906, la ferrovia sopraelevata in corsa sul viadotto

3 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Milano 1906 Stazione al Parco con buffet

La stazione di arrivo al Parco Sempione. Per non ostacolare la vista sull’Arco della Pace la ferrovia sopraelevata era stata costruita nella tratta del parco a livello del terreno

La tratta interna al Parco, posta a livello del suolo per non interferire con la prospettiva dell’Arco della Pace. Fu inaugurata nell’Aprile del 1906, pochi giorni prima del 29 Aprile, giorno dell’apertura. La linea era a doppio binario, anche se le stazioni contavano un unico binario capolinea. Le strutture delle stazioni erano il legno, decorate in stile liberty e il deposito era in via Mario Pagano. Come scrive Tul691, in www.skyscrapercity.com, “il materiale era stato progettato per poi essere riutilizzato in una normale tranvia, forse già quella del Verbano, alla fine dell’Esposizione. La sopraelevata milanese, lunga 1350 metri e posta su un viadotto di ferro e legno, aveva quattro treni da quattro elettromotrici a due assi lunghe 10 m (portata fino a 300 passeggeri un po’ “compressi”) oltre a un mezzo treno di due motrici di riserva. L’alimentazione era con corrente alternata monofase a 2400 V, frequenza 15 Hz, con impianti forniti dalla società americana Westinghouse. Com’è noto in quegli anni era in corso la grande “battaglia” tra i sistemi a corrente continua e alternata, che coinvolgeva le maggiori industrie a livello mondiale e vi era ancora notevole incertezza sui vantaggi e svantaggi dei due sistemi.

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Un’altra animata visione del viadotto della ferrovia Piazza d’Armi – Parco Sempione

Il tempo di percorrenza era di 3 minuti, a una velocità massima di 35 km/h, consentendo di arrivare fino a 40 corse all’ora. La sicurezza era affidata a speciali segnali e protezioni delle stazioni sistema Servettaz, analogo a quello delle ferrovie statali. Tutto il materiale fu progettato dal “Comitato per la trazione elettrica” degli ingegneri Finzi e Tallero, che poi diverrà la famosa Soc Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT).
Al termine dell’Esposizione il materiale venne scomposto e modificato in singole vetture, di cui 12 rimasero motrici e 6 vennero trasformate in rimorchiate, che furono acquisite dalla Soc. Anonima Verbano per la Trazione Elettrica (la “Verbano”), che aveva in programma di realizzare la tranvia Verbania – Omegna. Ciò che avvenne per tronchi successivi tra il 1910 e il 1929.”

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La corriera che faceva servizio pubblico tra Pallanza e la stazione di Fondotoce, prima che si inaugurasse la tranvia. Foto dal libro 1890-1910 Intra, Pallanza e il Lago di Enzo Azzoni, Montefibre, Pallanza, 1976

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L’annuncio della concessione da parte del Re per la costruzione e l’esercizio della tranvia Intra – Omegna, per servizio viaggiatori e merci, sulla Gazzetta Ufficiale del 20 Dicembre 1908

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L’annuncio della concessione per la costruzione della tranvia, che prevedeva il collegamento Fondotoce – Pallanza – Intra,

Il progetto iniziale prevedeva un collegamento tra Fondotoce e Locarno, via Intra. Ci fu il contributo finanziario di vari enti, tra cui la Banca Popolare di Intra, ma il progetto venne realizzato solo in parte e in ritardo. La richiesta della Savte di collegare Pallanza a Fondotoce venne accolta e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno il 20 Dicembre 1908, vista la volontà dei proprietari del terreno di unirsi in consorzio. Per il periodico “Verbania” “la nuova tramvia segna una pagina di vita regionale che la nostra rivista non deve trascurare. Poiché il significato delle feste che si svolsero nel passato ottobre in Pallanza trascende il fatto, di per sé importantissimo, della conquista di una nuova comunicazione della nostra con altre regioni; non è solo questo che amiamo ricordare qio, ma anche e in modo principale il risveglio davvero promettitore dell’energia regionale che ha ritrovato se stessa, piena e completa, al cimento per un’opera di larga utilità. Quell’energia regionale che fu pronta al lavoro per la ferrovia elettrica al Mottarone e che domani sarà pronta a tutte le altre opereche già si annunciano a promettere benessere a questa ridente piaga e che “Verbania” imparzialmente illustrerà. Energia che dev’essere suscitata da uomini di volontà salda e costante, i quali sappiano risvegliarla e risvegliata tener costantemente vigile e laboriosa. Come si fece per la tramvia Pallanza – Fondotoce.

Tranvia Intra - Omegna, Orario emesso il 15 Marzo 1915

L’orario per i passeggeri emesso dalla SAVTE il 15 Marzo del 1915. La tamvia era raccordata e collegata con i treni in arrivo alla Stazione di Pallanza

Quadro orario del 1938

Il quadro orario del 1938 con tutte le fermate dall’Imbarcadero di Intra a Omegna e ritorno

La tranvia fece il suo primo viaggio, da Pallanza a Fondotoce, il 16 Ottobre 1910. Prosegue l’articolista della rivista “Verbania”: “Il Sindaco di Pallanza, cav. uff. avv. Luigi Ranieri, l’assessore delle finanze Cav. Angelo Monti, coadiuvati dallo zelo del deputato del collegio on. Beltrami, il presidente della Società Verbano, cav. ing. Giuseppe Cobianchi, il progettista della linea, ing. Giuseppe Banfi, il vicepresidente della Società signor Enrico Baggini, il Consigliere delegato Ing. Enrico Banfi, gli Amministratori sigg. Alfonso Bauer, ing. Luciano Cardini, ing. Giuseppe Gadda, ing. Severino Franzi, comm. avv. Enrico Zaccheo, I Sindaci avv. cav. Cornelio Bardeaux, ing. Piero Besostri, rag. Cesare Boccardi, Costantino Cane e Francesco Camona e quanti altri diedero opera e consiglio alla tramvia traggono oggi primi letizia del fatto compiuto: ad essi, la nostra rivista dal Verbano ha nome e programma invia il compiacimento ed il plauso di quanti son convinti che questo sia già un passo compiuto per progresso della regione. Il tronco testè inaugurato, che unisce Pallanza alla linea internazionale del Sempione, è l’attuazione di una minima parte del del grandioso programma che la Spett. Società Anonima Verbano ha tracciato e si ripromette di esaurire non oltre l’autunno prossimo”.

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Il nuovo ponte Vottorio Cobianchi fu su progetto dell’Ingegner Giuseppe Cobianchi nel 1924 per la Tranvia e abbattuto nel 1961, dopo la chiusura della linea. Foto di Verbania Antiche Immagini

ranvia Intra - Omegna, Intra, Il ponte Vittorio Cobianchi costruito nel 1834 utlizzato per la tranvia Intra Omegna (da verificare) foto da via Rigola Archivio Rino Ballinari, fornita da Geis Giuseppe

Intra, Il ponte Vittorio Cobianchi  utlizzato per la tranvia Intra Omegna. Archivio Rino Ballinari, da Via Rigola, la storia, la gente. Foto da Verbania Antiche Immagini

12 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Intra arrivo tram

Intra, partenza del tram all’Imbarcadero in una giornata invernale

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La tranvia, questa volta composta da locomotrice e vagone, in transito a Intra

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Il treno inaugurale arriva sul Lungolago di Pallanza il 16 Ottobre 1910. Foto Caccia, pubblicata sulla rivista “Verbania”. Fornita da Bruno Suna, dal gruppo Verbania Antiche Immagini

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Il tram in corsa sul lungolago di Pallanza

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Il tram in arrivo a Pallanza apre le porte per far scendere e salire i passeggeri. Al centro, fra l’Hotel Bellevue e il Municipio, c’è il Caffé Bolongaro, allora gestito da Vincenzo Roncoli

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dddLa piazza di Pallanza come appariva vista dall’Imbarcadero: vicino al capolinea della tramvia si trovavano le carrozze a cavalli di servizio pubblico, che saranno sostituite dai taxi nel dopoguerra. Foto dal libro 1890-1910 Intra, Pallanza e il Lago di Enzo Azzoni, Montefibre, Pallanza, 1976

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L’imbarcadero di Pallanza nel 1910, con il tram in transito. Foto dal libro 1890-1910 Intra, Pallanza e il Lago di Enzo Azzoni, Montefibre, Pallanza, 1976

18 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Pallanza Fondotoce Stazione 2

Un treno merci alla stazione Pallanza – Fondotoce

19 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Pallanza Fondotoce Tram Pallanza Omegna

Una cartolina illustra la collocazione della pensilina tramviaria rispetto alla Stazione

Il secondo tratto fino ad Omegna fu aperto nel gennaio del ’13. Successivamente furono posati i binari per il proseguimento da Pallanza (Rondò dei Cappuccini) all’imbarcadero di Intra. Doveva seguire un utile prolungamento per Cannobio, ma non fu mai realizzato. La giornata della tranvia era articolata con 22 coppie di corse tra i due capolinea e alcune limitate al segmento Gravellona – Omegna. Nel ’39 la società iniziò uno studio per il restauro delle infrastrutture e dei tram, ma lo scoppio della guerra rese impossibile la fornitura dei materiali per la necessaria manutenzione.

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L’elegante titolo in stile liberty della rivista “Verbania” con l’articolo dedicato alla tranvia

 

Tramvia Pallanza Fondotoce 1

Il testo dell’articolo con due immagini

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Il seguito dell’articolo pubblicato sulla rivista “Verbania”, in cui sono citati i nomi dei progettisti e di chi contrubuì alla realizzazione di quest’opera di interesse e ulitità pubblica

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Il ricevimento al Municipio di Suna pavesato a festa. Al centro le autorità e i progettisti

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Il piccolo tram alla fermata di Suna

23 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Suna Ferrovia Intra Premeno di Vai

Il tram in transito su un ponte

24 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Suna Ferrovia Intra Premeno di Tarab

Il polverone alzato dal tram in transito verso Suna. Sulla spiaggia sono stese le lenzuola

26 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Suna Carnevale foto di Bruno Suna

Il tram, o una sua imitazione, travestito per carnevale

27 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Gravellona Toce Tramvie Pallanza Fondotoce

Gravellona Toce, il tram di passaggio in una cartolina dalle proporzioni impossibili

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Omegna: foto in posa per un gruppo di bambini davanti alla vettura, nel giorno dell’inaugurazione del tram, nel Giugno 1913, foto di Bruno Suna, da Verbania Antiche Immagini

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Arriva il tramvai ad Omegna

30 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Omegna Ferrovia

Le tramvie al capolinea di Omegna, in piazza Andrea Nobili de Toma, attuale Piazza Beltrami. La tettoia di vetro sulla destra è ancora presente. Sullo sfondo la ferrovia Novara – Domodossola

Piazza del Tram piazza Beltrami

Un altro scorcio della Piazza Nobili de Toma con le vetture tramviarie di passaggio

31 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Tram Intra Premeno Omegna Parrocchia Binari e tram

Una bellissima immagine della piazza con la parrocchiale di Omegna: le persone ferme sui binari, il chiosco addossato alla chiesa e un orologio sulla parete. Il tram pare in attesa di ripartire

Dopo la guerra la tramvia funzionava male. La Savte voleva abbandonarla per privilegiare il trasporto su strada. Fu ipotizzata la trasformazione in filobus, ma la linea venne definitivamente chiusa nei primi anni Cinquanta e sostuita “in via provvisoria” dal trasporto automobilistico. L’unico tratto che restò in esercizio fu quello tra Omegna e Crusinallo, perché serviva alle industrie, ma terminò nel 1982.

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Scarica qui il pdf dell’articolo: La tramvia Intra – Omegna

In apertura: Pallanza, una folla di gente assiepata davanti all’Hotel Bellevue per vedere il primo tram, il 10 Ottobre 1910, cartolina dalla collezione di Francesco Rocca. Si ringrazia tutto il gruppo Verbania Antiche Immagini per il supporto iconografico.

 

 

L’Istituto Educativo Maria Consolatrice di Antoliva

L’edificio di Antoliva è una casa per suore anziane e malate appartenenti all’Istituto delle Suore di Maria Consolazione. La congregazione era stata fondata nel 1892 da Giuseppe Migliavacca, più noto come Padre Arsenio Maria da Trigolo (Cremona, 13 Giugno 1849 – Bergamo, 10 Dicembre 1910). Era entrato nel 1863 nel seminario di Cremona. Ordinato sacerdote l’anno successivo, fu inviato come parroco a Cassano d’Adda.Dal 1875 entrò nella Compagnia di Gesù. Nel 1893 il Cardinale Riccardi di Torino gli affidò la guida di un gruppo di giovani donne che sentivano la vocazione per il Signore. Fondò così le Suore di Santa Maria Consolatrice e da allora si dedicò ala congregazione. Nel 1902 decise di farsi novizio presso Padri Cappuccini nel 1902. Morì a Bergamo il 10 Dicembre 1910.

Oltre al moderno edificio, fa parte dell’Istituto anche una villa ottocentesca con torretta

Un disegno raffigurante Padre Arsenio da Trigolo

Gli alti portici, che sostengono un terrazzo, sono retti da pilastri a base quadrata

Per informazioni su Padre Arsenio la sua pagina su Santi e Beati, e per l’Istituto il sito Suore di Maria Consolatrice

Solcio di Lesa: ritratto in cartolina

Veduta di Solcio ai primi del Novecento

Solcio, Castello Canti, 1913. Più nota come come Castello Florio, la villa, realizzata agli inizi dell’Ottocento dall’ingegner Viotti, si ispirava a un antico maniero medioevale.

Un’altra veduta, più recente, del Castello Florio

Solcio, panorama nei primi anni del Novecento

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Vista dalla Chiesa di Sant’Antonio sulla cupola di San Roco

Una cartolina di Solcio datata 1907

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La medesima inquadratura della precedente, più allargata

La Villa Cavallini vista dal Sempione

A Solcio, inizi del Novecento, il pontile di Villa Cavallini

Nella cartolina si può notare l’assenza del campanile nella chiesa di San Rocco

Una vista della chiesa con il campanile, presa negli anni Quaranta

Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale sulla strada del Sempione

La carta intestata dell'Opera Pia fondata da Felice Borroni che gestiva la scuola maschile di Solcio in un documento del 1915

La carta intestata dell’Opera Pia fondata da Felice Borroni che gestiva la scuola maschile di Solcio in un documento del 30 Luglio 1915

Villa Rosa, una darsena e una villa non più esistente. Al suo posto c'è ora un condominio moderno

Villa Rosa, due edifici in perfetto stile lacustre con graziose torrette e una darsena con merlature. Situate vicino alla frazione di Solcetto sono ancora ben conservate

Vista della spiaggia a Solcio

Panorama di Solcio con barca a vela

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Un’incredibile vista dall’alto del paese di Solcio che risulta quasi deserto di costruzioni

A Solcio, prima della costruzione dei cantieri nautici

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La cartolina di Solcio dell’Albergo Miralago

In questa cartolina sono invece visibili i cantieri e qualche nuova costruzione

Un’altra vista dall’alto di Solcio

Vista del paese. Notevole la differenza con i giorni nostri. La collina era un tempo coltivata a vite

Panorama dal Lago. Sono ben visibili la Chiesa di San Rocco al centro e quella di Sant’Antonio sulla sinistra

Un’insolita inquadratura con Solcio e Villa Lesa, datata 1960

Quattro “vedutine” di Solcio. Da sinistra a destra in senso orario: il golfo, la via Felice Borroni con le antiche case e i balconi di legno, il lago con imbarcazioni e la chiesetta di Sant’Antonio

Papà e bambini si divertono in acqua durante una giornata estiva

Vista del campeggio con alcune tende e un Maggiolone Volkswagen

Vista del campeggio con alcune tende e un Maggiolone Volkswagen

Il campeggio in “full color” con tende e giardinette

Il campeggio in una cartolina a colori

La Villa Cavallini negli anni Settanta

Una vista del piccolo golfo di Solcio in un cartolina colorata. A centro l’Albergo Ristorante Miralago, ora Hotel Capri, prima della ristrutturazione, quando era un edificio a due piani

Una cartolina datata 1962 con la vista del golfo di Solcio dall’alto

Cartolina pubblicitaria del Ristorante Albergo Miralago, ora Hotel Capri

L’albergo Miralago nel golfo di Solcio dopo la ristrutturazione

Cartolina colorata del golfo con qualche barca a vela

La Chiesa di San Rocco vista dal Sempione negli anni Settanta

Il golfo di Solcio negli anni Settanta

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Il golfo e la fioritura estiva

Una verdissima vegetazione incornicia la vista del golfo in una visione estiva

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