Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese


Leonardo Bazzaro, nasce a Milano nel 1853, il quarto figlio di nove, nati tra il 1850 e il 1861 da Ambrogio Bazzero (secondo l’originaria forma del cognome), commerciante di stoffe in Varese. Inizia a dipingere seguendo privatamente le lezioni di Gaetano Fasanotti e successivamente entra all’Accademia di Brera dove, sotto la guida di Giuseppe Bertini, che “seppe con molto acume intuire le speciali tendenze del giovane allievo, reo confesso di non ‘sentire’ l’aria aperta, studioso soltanto della prospettiva d’ambiente, oltre che della figura”. Così il Bazzaro si specializza in pitture d’interni di chiese e palazzi, alla maniera del Bisi e del Migliara, alternandole con spigliati studi dal vero. Data la sua particolare perizia, le pennellata veloce e irrequieta, viene soprannominato dai colleghi “il piccolo Velazquez”! Il maestro Bertini “un giorno lo chiamò per dirgli col tono secco consueto: ‘C’è a Milano una sala che sembra fatta apposta per te!’ e quindi gli suggerisce di recarsi a Palazzo Verri a dipingere una scena ambientata nell’austera sala della dimora. “Il giovane Bazzaro gli piantò dentro il cavalletto e, dopo tre mesi di assiduo lavoro, ne trasse quel semplice e suggestivo quadro Dopo il duello che gli valse … il premio Fumagalli” e l’interesse del mercante d’arte francese Goupil che gli commissionò parecchie opere.

Ritratto di Leonardo Bazzaro in età matura

L’attrazione per le montagne prealpine lombarde e la riviera di Chioggia lo porta, dalla fine degli anni Settanta, a rompere il vincolo con Goupil e a cercare soggetti naturali, interpretati in una serie inesauribile di scorci e motivi e resi da una smaterializzazione della forma attraverso il colore luminoso. Ai soggetti chioggiotti fanno da contrappunto le visioni valdostane e i quadri ambientati nel Verbano, prima a Miazzina, poi al Mottarone, poi a Gignese e all’Alpino, località turistica a 800 metri sul Lago puntaggiata dalle ville di facoltose famiglie piemontesi e lombarde, frequentata da una manciata di artisti milanesi, come Filippo Carcano, Uberto Dell’Orto, Eugenio Gignous, Eleuterio Pagliano, Mosè Bianchi, Pompeo Mariani, Achille Formis, Paolo Sala e Guido Boggiani. Il luogo diventa famoso proprio grazie alle opere di questi pittori. Il Bazzaro prima si fa ospitare dal collega Dell’Orto nella villa costruita dall’architetto Boffi e  poi facendosi costruire una dimora per se e per la moglie Corona, sposata il 23 Aprile del 1896. Grazie a questa scelta Bazzaro si rivela grande paesaggista e viene riconosciuto come uno dei più importanti naturalisti lombardi, autore di un linguaggio ormai realista e ottiene numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, tanto che riceve una medaglia d’oro in Germania a Monaco di Baviera nel 1906 e un’altra negli Stati Uniti, a San Francisco nel 1915. Morì  a Milano il 2 Novembre 1937. Volle essere sepolto nel cimitero di Gignese in una tomba ornata dalla scultura Esaurimento del fratello Ernesto, accanto alla moglie scomparsa pochi mesi prima.

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Bibliografia: Nicoletta Colombo, Leonardo Bazzaro, Milano, Giorgio Mondadori, 1998; Enzo Savoia, Leonardo Bazzaro e i grandi maestri del naturalismo lombardo (1870-1900), Milano, Bottegantica, 2011; Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, Crocetta del Montello, Antiga Edizioni, 2011.

Link: www.leonardobazzaro.com, bazzaro_l.html.

Verso sera, 1887, Milano, Palazzo Isimbardi

Contadino nell'orto, 1890, Milano, Gallleria d'Arte Moderna

Baite a Gignese, 1890, Collezione Privata, Verbania. Bazzaro, alla ricerca di una località alpestre che gli fornisca spunto per una serie di paesaggi e di scene di vita contadina, scopre Gignese nel 1889, grazie ai suggerimenti di Mosé Bianchi, Pompeo Mariani ed Eugenio Gignous. Da quell'anno è ospite dell'artista Uberto dell'Orto e poi nel villino con giardino che questo si fa costruire all'Alpino nel 1894.

Baite a Macugnaga, 1895, Fondazione Cariplo. La tela non è mai stata esposta, ma subito acquistata per la sua collezione dall'industriale di origine svizzera Leopoldo Vollert. Il quadro fu successivamente donato dalla figlia di Vollert, Anita, all'Istituto dei Ciechi di Milano e poi venduta in un'asta benefica dove venne comprata dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde.

Pensieri in riva al Lago, 1900, Banca Popolare di Intra, Verbania. In questo periodo Bazzaro apre il suo studio a due signorine della buona borghesia milanese, Alina Orio e Cornelia Risi, che lo seguiranno anche durante le villeggiature estive all'Alpino.

Raccolta delle castagne, 1886, Collezione Privata, Milano. Manifesto del naturalismo lombardo, il dipinto risale alla permanenza del pittore a Miazzina, in Valle Intrasca, nel 1886. Bazzaro, ospite dello scultore Luigi Secchi, conosce in questo luogo Achille Tominetti, autore di paesaggi e scene di vita alpestre.

All’Alpino, 1900, Collezione Privata, Milano. Nello stesso anno il critico Luigi Chirtani pubblica sul numero di giugno di "Natura ed Arte" un articolo monografico dedicato a Bazzaro, che contribuisce ad allargare la clientela del pittore.

Lago Maggiore, 1900, Milano, Galleria d'Arte Moderna

Donne a Gignese, 1905, Collezione Privata, Varese. Un soggetto borghese all'aperto che dalla visione domestica apre sul panorama del Lago

L'ora del caldo o Paesaggio, 1878, Milano, Bottegantica

Lago Maggiore, Collezione Privata

Alpe ad Antrona Piana, 1895-98, Milano, Bottegantica

Pascolo al sole, 1896, Collezione Privata

Rientro al Villaggio (Lago Maggiore), 1910, Collezione Privata, Verbania. Nel 1910 Bazzaro espone a Milano, Genova, Venezia, Torino, Stresa e alla Internazionale di Buenos Aires.

Pascolo (Lago Maggiore), 1910, Collezione Privata, Verbania. Bazzaro espone nel 1910 alla Nazionale di Brera Aqua Fontis, una delle tele più note appartenenti al ciclo valdostano che viene immediatamente acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Galleria d'Arte Moderna di Roma.

Mottarone, 1922, Collezione Privata, Milano. Bazzaro allestisce nel nel febbraio del 1923 una mostra antologica presso la Galleria Pesaro accompagnata da un catalogo di Vincenzo Bucci. Oltre alle sessantasei opere esposte, quasi tutte raffiguranti Chioggia e l'Alpino, l'artista include anche dipinti risalenti al suo esordio, come i ritratti del padre e della sorella e l'Interno della Basilica di Sant'Ambrogio del 1873.

Gita al Lago Maggiore, 1920-1925, Collezione Privata. Dal 1919 il collezionista Giovanni Pin sarà il maggiore acquirente delle opere di Bazzaro e finanzierà la pubblicazione di una monografia curata da Arturo Paravicini per la collana "Profili di Artisti Contemporanei de La Prora"

 

Giochi di bambini, Milano, Quadreria dell'Ottocento

All'ovile (Mottarone), 1905, Collezione Privata

Contadina sul Lago Maggiore, 1920-1925, Collezione Privata, Verbania. In occasione della Mostra del ritratto femminile contemporaneo, curata da Guido Marangoni alla Villa Reale di Monza Bazzaro espone un ritratto della moglie Corona Douglas Scotti della Scala.

All'ovile (Mottarone), 1905, Collezione Privata

Ritratto della nobildonna Corona Douglas Scotti della Scala, olio su tela, Milano, Galleria d'Arte Moderna. In occasione della Mostra del ritratto femminile contemporaneo, curata da Guido Marangoni alla Villa Reale di Monza Bazzaro espone un ritratto della moglie

Aristocrazia (Ritratto della moglie, nobildonna Corona Douglas Scotti), 1880 circa, Collezione Mazzi. La Douglas Scotti, moglie del Conte Bertini, era diventata amante di Bazzaro nel 1894 e sua moglie nel 1902

Ritratto di Corona Douglas Scotti della Scala, olio su tela, 1910-1915, Pavia, Musei Civici

Autoritratto, 1930, Comune di Gignese, Verbania. Bazzaro muore a 84 anni il 2 Novembre 1937 nella casa del nipote sculture Ernesto, in piazza Virgilio 3 a Milano. La sua tomba, accanto a quella della moglie spirata qualche mese prima, è nel cimitero di Gignese, coronata da una fusione in bronzo, Esaurimento, di Ernesto Bazzaro.

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3 commentiLascia un commento

  1. Sono in possesso di un dipinto su tavola di Bazzaro L. una veduta penso di Chioggia. Desidererei sapere se autentico, grazie Egidio Guidolin

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  2. […] Leonardo Bazzaro, maestro di naturalismo a Gignese […]

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