Il lato in ombra del lago di Mercedes Bresso


Piacevole e ben costruito, questo secondo secondo romanzo giallo di Mercedes Bresso è ambientato fra il lago d’Orta e l’alto Verbano, e si conclude a Lugano sul Ceresio. Dopo le avventure nelle Langhe, raccontate nella sua opera precedente, Il profilo del tartufo, ritroviamo il professore svizzero Claude Muller, paesaggista e turista, coinvolto in una storia nerissima di morti ammazzati iniziata negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. Affascinato dai paesaggi eleganti, interessato alla gustosa cucina locale, attratto da una avvenente giovane assessora di Orta, l’educato forestiero visita i luoghi più belli: l’isola di San Giulio, i Sacri Monti, il lago di Mergozzo, la val Vigezzo, sempre con la gradita compagnia della sua giovane compagna piemontese. Dietro la scomparsa del capitano Kerry, avvenuta nell’aprile del 1945, si intravede una vicenda crudele di conflitti fra fazioni partigiane alla vigilia della Liberazione. Il militare americano, incaricato dall’OSS, l’agenzia dei servizi segreti statunitensi, riceve l’ordine di catturare Mussolini in fuga verso la Valtellina,  di sottrarlo alla giustizia italiana e di consegnarlo ai comandi alleati. La missione non riuscirà. Intrappolato sul lago di Como il Duce verrà fucilato a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945. Erano in molti fra i partigiani ossolani a sostenere la scelta delle Brigate garibaldine che volevano che fossero piuttosto gli italiani a chiudere per sempre la vicenda ventennale del fascismo. Non mancavano tuttavia le pressioni contrarie, gli scontri, le opposizioni, forse i delitti. “Certo, se il gruppo al comando del capitano Kerry, avesse potuto compiere la sua operazione, la storia avrebbe preso un altro corso. Mussolini sarebbe forse comparso fra gli incriminati di Norimberga e il processo storico al fascismo avrebbe avuto tutt’altra rilevanza”. Mercedes Bresso descrive così il suo professor Muller che rimugina su quelle vicende passate. E immagina che nel 1972 si presenti sul lago d’Orta la figlia del capitano Kerry per indagare sulla scomparsa del padre. Purtroppo morirà poco dopo sul lago in uno strano incidente stradale, insieme al suo compagno. Sorte migliore avrà l’elegante Claude Muller nel 2008, che con la sua graziosa amica risolverà il caso. A prezzo di gravi rischi e di altre morti violente, ma consolato da gustosi pranzetti, dalla sempre più affettuosa compagnia, e dalla riconoscenza pubblica. L’ambiente cortese ha il suo rovescio: il lato in ombra del lago. Fin dalle prime pagine, il Sindaco avverte l’ospite straniero: “Professore, stia attento a non rivangare troppi vecchi ricordi: questo è un luogo di segreti, molti dei quali è forse meglio che restino sepolti nelle profonde acque del nostro lago.” Uno dei testimoni, il prete di Pella, ammette lui stesso “Di aver paura di andare a scavare in vecchie storie del passato, di risuscitare fantasmi ormai sepolti, di creare problemi ai vivi, invece di far giustizia ai morti”. Lo stesso paesaggio non è senza pecche: “Le attività di rubinetteria e valvole nel basso Cusio avevano creato sviluppo e ricchezza, ma anche lasciato una pesante eredità di inquinamento delle acque, risanate in anni recenti solo a prezzo di ingenti investimenti pubblici. E più avanti: “Si avviarono lungo la strada del lago, raggiunsero Omegna, presero la direzione di Fondotoce e, dopo pochi chilometri lungo una strada disseminata di capannoni, supermercati, showroom, distributori di benzina e casette, in un disordine urbanistico che stava distruggendo il paesaggio italiano, imboccarono la superstrada del Sempione”. Come è noto la Bresso è stata Presidente della Regione Piemonte. Lei stessa poi è economista e studiosa dell’ambiente. Nel suo Lato in ombra del lago, insiste a lungo sul paesaggio maltrattato: “L’occupazione delle sponde e del versanti è stata spesso caotica e soprattutto di cattiva qualità, intaccando lo splendore delle ville e dei parchi, dei lungolaghi dalle perfette proporzioni, dei versanti dove si alternano piccoli paesi dalle strette stradine, edifici religiosi in pietra di rara bellezza, ville e palazzi. Oggi le villette dei turisti con mediocri giardini, i condomini ‘finti tipici’, le villette a schiera, i campi di golf contornati da insediamenti senza nessuna connessione con l’edilizia tradizionale, aggrediscono questi gioielli.” Un noir dunque ben scandito, e contornato da una decisa passione civile. Chissà: se la storia fosse andata diversamente nell’ aprile del 1945… E se i laghi negli ultimi vent’anni non fossero stati così sciupati dall’ingordigia, dalla speculazione e dalla ignoranza… Alla fine della guerra rinacque tuttavia la speranza e iniziò la ricostruzione d’Italia. Quando comincerà il recupero e il restauro del grande paesaggio italiano?

Al sicuro, nella mani della Badessa del convento, è conservato il manoscritto di Don Paolo, il prete di Pella, che contiene preziosi indizi sulla scomparsa del capitano Kerry

Il romanzo è ambientato nel paese di Orta

A Pella vive Don Paolo, un prete con la rischiosa passione per l’indagine storica

Quanti segreti sono nascosti nelle acque del Lago?

La bella Giovanna Bernasconi viene aggredita durante una visita al Sacro Monte

La ventesima cappella, dedicata alla canonizzazione di San Francesco

Villa Pia, costruita dall’industriale Cristoforo Benigno Crespi nel 1879 in stile moresco, a ricordo dei suoi viaggi in Oriente

Svelati tutti i misteri, si cena in un ristorante “stellato” a Mergozzo

Una cartolina di Omegna prima dell’edificazione del lungolago

I due protagonisti si spingono fino in Val Vigezzo per ascoltare i ricordi di una partigiana, nella loro ricerca della verità sulla morte del Capitano Kerry

Il lungolago di Orta

San Maurizio di Opaglio, patria della produzione di rubinetti cromati

Orta vista dall’Isola di San Giulio

Scarica qui il pdf della recensione: Il lato in ombra del lago di Mercedes Bresso

La recensione è di Giorgio Vozza

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  1. Molto ben fatta questa recensione. Bravi, ma chi è l’autore?

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