A Solcetto, dove pesche, ciriegie e fichi hanno somma squisitezza


I vigneti sopra Solcetto Pirovano, da Viaggio pittorico ai tre laghi di Friedrich e Caroline Lose, Milano 1818. Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

“Con questo nome (Solcetto Pirovano) appellasi alcune case su di un’altura presso Solcio nel territorio di Lesa, ove il Lago Maggiore forma un vasto seno volgarmente detto la Varga d’Ispra. Separata dalle altre distinguasi la Villa Pirovano posta tra Levante e Mezzodì, e difesa a Tramontana da ridenti ben coltivate colline, che vi rendono dolcissimo il clima. Qui si gode di una graziosa veduta, scorgendosi dall’una parte l’estesa fertile pianura di Lesa attraversata dalla magnifica strada del Sempione, dall’altra Arona, la statua colossare di S. Carlo, al dinanzi apresi maestoso il Lago: ma qui non si arresta l’occhio, che sorpassando la collina su cui giace Ispra, scopre da lungi Varese e le molteplici ville sparse su quei deliziosi contorni. La casa è all’elevazione di braccia 40 sopra il Lago, per lo che va esente dalle incomode nebbie del medesimo. Sì al Lago che alla strada del Sempione si discende per mezzo di gradini di vivo che vengono ornati da fontane, non mancando a questa situazione una sorgente d’acqua salubre e perenne. Va in oltre un viale fatto recentemente costruire dal proprietario: questo dall’anzidetta strada mette alla casa, alla quale perciò si giunge comodamente colla carrozza. Oltre l’amenità del sito, gode questa villa del vantaggio d’essere collocata in un territorio ferace di agrumi, di viti e di altre piante fruttifere. Sono rinomati i vini di Lesa e Solcio che vengono particolarmente ricercati nella Svizzera, da dove si ricevono in cambio i formaggi d’Orsera. Il vino del Tetto, così nominato perché suole custodirsi ne’ luoghi posti immediatamente sotto ai tetti delle case, non ha certo che invidiare il Vino santo del Bresciano e del Veronese. Le pesche, le ciriegie, i fichi vi hanno somma squisitezza, e molto profitto ne traggono i Contadini, che in grande copia ne conducono fino a Milano. Altre volte vi prosperavano ache gli ulivi, poiché vi sono annotazioni nelle carte della parrocchia di Villa Lesa sulla decime delle olive che pagavasi a quel Parroco, e gli antichi statuti del Novarese prescrivono la piantagione degli ulivi: sebbene si vedano crescere assai belli molti ulivi nuovamente piantati nel ronco della succennata casa, tale esempio non è però imitato fin’ora, nè si saprebbe indovinare perché siasi tanto trascurato un sì util ramo di agricoltura. Alla distanza di un miglio al di sopra di Solcetto è Masino, onde trassero origine i Visconti Duchi di Milano, Monsignor Paolo Giovio assicura che ivi da Tibaldo Visconti e da Anastasia da Pirovano ebbe i natali Matteo il Magno, quell’uomo celebre, il quale nella famiglia sua seppe stabilire il dominio della Lombardia, e di gran parte dell’Italia. Dietro Masino, sorge il Monte di S. Salvatore, sulla cui cima sta una piccola chiesa. Colà godesi di un estesissimo orizzonte, che abbondantemente ricompensa la fatica della salita”.

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Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818. Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

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