Intra, il borgo che alletta i forestieri


Veduta d'Intra presa dal colle di S. Giovanni, dal Viaggio pittorico ai tre laghi di Friedrich e Caroline Lose, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Quasi alla metà del lago in amene, e deliziosa pianura giace questo grosso Borgo circondato da due fiumi, l’uno a levante detto di S. Giovanni, che discende dalla Vall’Intrasca, e da ponente l’altro detto di S. Bernardino, che scorre dal Monte Rosso traendo origine in quelli del Valdo. Secondo gli antici Istoriografi fu Intra Colonia de’ Romani, fondato, se ai Commentarj di Annio sopra Beroso Caldeo credere si dovesse, dai successori di Ercole Libio, ossia Osiri molti secoli prima della nascita di G.C.; dubbio però non v’ha, che sino dall’anno 1200 era il Capo-luogo della Vall’Intrasca divisa in otto Degagne, ossia piccoli Circondarj. I Conti di Biandrate l’hanno dominato, finché Guidone, l’ultimo di questi Signori lo vendette nel 1223 con altri paesi lacuali ai Novaresi. Tale cambiamento di dominio diede motivo al popolo di Vercelli di muovere ai novelli successori un’aspra guerra, che durò fino al 3 marzo 1259, in cui li Novaresi in forza del trattato di pace conchiuso in Pavia ne rimasero padroni. Intra però al pari d’altri luoghi della Lombardia non isfuggì dappoi per le fazioni de’ Guelfi, e Ghibellini il saccheggio, e la rovina. L’ebdomo dei Canonici, il Castello dei Principi del Paese, ed un casale presso la riva furono i soli miserabili avvanzi della barbarie di que’ perfidi oltremontani.

Galeazzo Maria Visconti (1444-1476), duca di Milano e , in un ritratto di Cristofano dell'Altissimo (esegutio tra il 1552 e il 1568), Firenze, Uffizi. Nel 1393 approvò gli statuti comunali di Intra, Pallanza e Vall'Intrasca. Gli Statuti presentano un territorio articolato in due Comuni maggiori (Intra e Pallanza), gli unici a fregiarsi del titolo di “borgo”, e in 53 comunità minori, suddivise in quattro degagne: S. Maurizio, S. Martino, S. Pietro e Suna. Tutte queste terre erano comprese entro i confini della pieve di Intra

Ma i Novaresi calcolando per la loro difesa sulla felice situazione di questo sito l’hanno riedificato e accresciuto e popolato a spese ben anco, e col soccorso personale degli abitatori della Vall’Intrasca, chiamandolo Borgo nuovo di S. Ambrogio d’Intra, che in appresso il nome ritenne soltanto de’ giorni nostri. Molto tempo non trascorse da quest’epoca, quando colla Vall’Intrasca e colle Città di Novara pervenne a Luchino Visconti Principe di Milano, che morì l’anno 1359.  Visse pacifico sotto il governo di questi Principi, e Giovanni Galeazzo Visconti primo duca di Milano gli diede unitamente a Pallanza, ed alla Vall’Intrasca particolari Statuti ad esso sanzionati il 28 Gennaio 1393, ed in Intra solennemente pubblicati il giorno 16 del successivo mese di Febbrajo. Infeudatane in seguito co’ suoi Borghesi forensi l’illustre casa Borromeo coll’investitura 10 Dicembre 1466 confermata il 1 Novembre 1536 dall’Imperatore Carlo V altra novità di Governo non v’accadde più, se non nel 1743, in cui dalla Corte di Vienna in forza del Trattato di Worms fu col restante dell’alto Novarese ceduto al Re di Sardegna, al cui dominio venne dopo il lasso di quattordici anni restiuito nel 16 Maggio 1814 in conseguenza dei memorabili avvenimenti politici seguiti nell’Italia, ed in altri parti dell’Europa.

Luigi Litta, Veduta di Intra dal lago, olio su cartone riportato su tela, Pallanza, Museo del Paesaggio

Ma l’attuale di lui stato territtoriale, e civile, non che quello d’industria, e di commercio alletta il forastiere a trattenervisi volenteroso. Su d’una linea di quasi 857,20 metri di lunghezza presenta la fronte non interrotta di varj edifizj, e di ben architettate Case difese da un proporzionato terrapieno a diga, che serve a un tempo di pubblico delizioso passeggio, e di sfogo alle merci che vi si scaricano principalmente nei dì di mercato, che settimanalmente vi si celebra. Qui è dove il Verbano fa mostra della sua maggior ampiezza, e dove si gode d’un imponente vista rassomigliante ad una marina. Sulla spianata, che mette al fiume di S. Bernardino sonosi intraprese delle piantaggioni disposte in ben intesi viali, e boschetti ad uso di pubblici giardini.

Luigi Litta, La piazza del Municipio a Intra, 1850 circa, olio su tela, Pallanza, Museo del Paesaggio

La situazione d’Intra in mezzo agli sbocchi del Sempione, e del S. Gottardo, e la facilità del trasporto delle merci all’Adriatico, mediante la navigazione del lago del Ticino e del Po lo rendono un luogo principale di deposito delle derrate, che dall’Alemagna, e dalla Svizzera passano al Piemonte, ed ai Porti di Genova, e Venezia, e viceversa. I grandi magazzini di formaggi esteri e nazionali, di grani, di vino, panni, telerie, legnami d’opera ed altri generi, e le diverse manifatture di cappelli di feltro, di tele colorate e dipinte ec., lo rendono giornalmente assai frequentato dagli abitanti non solo del Verbano, e delle Valli adjacenti, ma dell’intiera provincia ben anche, e della massima parte del Canton Ticino.

Luigi Litta, La Colleggiata di San Vittore e il campanile quattrocentesco, 1854-1855, incisione

Fra li pubblici, e privati stabilimenti meritano d’essere encomiati la sontuosa Basilica di San Vittore con grandiosa facciata eseguita sui disegni del chiar. Cav. Zanoja; la fabbrica di cottonerie di Müller ed André stabilita sotto la protezione del Governo nel soppresso Monastero delle Agostiniane, ove cento e più telaj continuamente battenti occupano in ogni giorno circa trecento persone; quella delle pelli e dei cuoj dei Scavini, alla quale è attiguo un filatojo per le sete; le altre di vetro e cristallo, in cui col trappo di que’ contorni lavoransi le bottiglie nere all’uso di Borgogna; le diverse seghe ad acqua; le sbianche finalmente delle tele greggie di Germania, le quali dopo aver subita questa mano d’opera vengono trasportate a Genova, e di là all’America Spagnuola. Non si ometterò di vedere il bel ponte di pietra lungo metri 80.40, e largo 33.40 posto sul detto fiume di S. Giovanni, che mette per la strada do Ogebio e Canobio alla vicina Villa la Torre abbellita ed ampliata dal Conte Prina con magnifici giardini estendentesi a varj piani delle casa al luogo dello sbarco mediante grandiose scalinate di granito.

Luigi Litta, Cerimonia in piazza d’armi a Intra, 1852, olio su tela, Pallanza, Museo del Paesaggio

In Intra, che per la sua popolazione di circa 4000 anime fe’ la sola Comune di seconda classe di tutto il lago, e quindi la più popolata, ebbe sua sede un Tribunale di prim’Istanza surrogato ad una delle più antiche Preture, una vice Prefettura, un’Intendenza delle Finanze, l’Ufficio del Registro, e delle Ipoteche, ed una Camera di Commercio, arti, e manifatture nel 1811 instituita. Anche oggidì è Capo-luogo di mandamento, con una giudicatura dipendente dal Senato di Torino, una grande dogana vi ha, ed un Archivio Notarile sussidiari, oltre una Tipografia, ed uno Spedale pei povero, con medici e chirurgi stipendiati. Se la patria finalmente del filosofo e poeta Bernardino Baldini fu la culla, ed il ricovero d’altri uomini illustri e per le scienze, e per le arti, hanno questi presentemente non pochi emulatori cari alla Repubblica letteraria, ed allo Stato.

Luigi Litta, Cerimonia in piazza d’armi a Intra, 1852, dettaglio, Pallanza, Museo del Paesaggio

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Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

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