Isola Madre, la prigione dorata delle galline di Numidia


Veduta dell'Isola Madre sul Lago Maggiore, dal Viaggio pittorico ai tre laghi di Friedrich e Caroline Lose, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Quest’isola detta altre volte di S. Vittore, ed anche Renata è posta in mezza al seno del lago, distante da Arona tredici miglia, ed una lega dall’Isola-bella.  È la più grande delle altre; un muro in circonferenza la cinge per lo spazio d’un miglio, ed ha un porto abbastanza sicuro pel ricovero delle navi, che vi approdano segnatamente in tempi procellosi. In origine non era, che un nudo scoglia di roccia scistosa primitiva con rognoni, e qualche rilegatura di quarzo a strati inclinati al S.O. Ora però mediante la profusione del danaro dell’illustre Casa Borromeo, a cui appartiene, ci presenta al Sud, ed all’Est cinque lunghi giardini a spalliere, boschetti e pergolati d’agrumi, con fontane perenni, maestosi viali, e labirinti; al Nord, ed all’Ovest un ampio bosco di vetusti, ed eccelsi allori, abeti, cipressi, ed altri alberi sempre verdi, circondati a luogo a luogo da vigne. In sulla vetta vedesi una casa di semplice architetturà bensì, ma che pur sarebbe grandiosa nella sua semplicità, ove fosse terminata. Un piccolo teatro costruttovi di buon gusto, ove si sono rappresentate le Commedie del Goldoni, di Moliere, e di Regnard, vi rende più delizioso il soggiorno. Nel 1599 quando la Regina di Spagna venne a Milano, il Duca di Savoja Carlo Emmanuele si ritirò con tutta la sua corte in quest’Isola per sottrarsi al pericolo micidiale del contagio, che minacciava d’affliggere il Piemonte, e ne rimase contento al segno di fargli più volte dire, che avrebbe di buon grado dato una delle sue Città per averla. Il bosco è popolatissimo di faggiani, e di galline di Numidia, che ivi stanno, perché vi hanno comoda, e libera sussistenza, e perché non hanno bastante forza da stendere il volo sino all’opposta riva.

La gallina di Numidia o gallina faraona, classificata da Linneo nel 1776 con il nome latino di "Numida meleagris", è un uccello facilmente addomesticabile. Lungo circa 55-60 cm, con piumaggio multicolore, grigio-nero sulle parti superiori e punteggiato di bianco su quelle inferiori, ha una testa caratterizzata da un grande casco corneo, una rossa caruncola rigonfia all'angolo del becco e un'escrescenza rossa sul vertice e guance color azzurrino; il petto alto e la nuca sono lilla e senza macchie; gli occhi sono castani scuri, mentre il becco è rosso-giallino. Le zampe, infine, mostrano un colore grigio lavagna sporco. Di solito grida con un suono rauco e ha bisogno di ampi spazi. Di carattere aggressivo, si azzuffa volentieri con altri polli

Li soli coltivatori, e custodi dell’Isola ne sono gli abitatori, sebbene nel secolo XVI sia stata l’amore, ed il desiderio de’ più sublimi ingegni, che bramarono postar ivi i loro studj, e le proprie occupazioni.

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Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

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