I contadini e le lavandaie. Il realismo di Arnaldo Ferraguti


Alla vista di Alla vanga viene in mente, prima di tutto, una domanda: come sarà stato possibile trasportare la tela nella sala e appenderla? Il quadro di Arnaldo Ferraguti è infatti l’opera più grande esposta nelle collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania. La risposta è arrivata dal gentilissimo signore che vende i biglietti al piano inferiore: “È semplice. Prima era arrotolata, poi è stata portata su ed attaccata alla parete”. Dopo l’inziale e comprensibile meraviglia ci si può comodamente sedere su una panca ad osservare l’enorme dipinto, largo sei metri e mezzo e alto tre, che vinse nel 1891 il prestigioso Premio Fumagalli alla Triennale di Brera e fu donato al Museo nel 1926 dal marchese Silvio Della Valle di Casanova.

Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, 1890, Pallanza, Museo del Paesaggio

Si tratta di un’opera di soggetto rurale, un tema che percorre tutta la pittura dell’Ottocento, basti pensare ai notissime spigolatrici di Millet del 1857. Allievo di Domenico Morelli all’Accademia di Belle Arti di Napoli, il Ferraguti, nato a Ferrara nel 1862, si era trasferito nella città partenopea con la famiglia, dove aveva iniziato nel 1879 a seguire i corsi di pittura con Domenico Morelli, sperimentando con quadri di argmento storico e orientalista. All’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 conobbe il pittore Francesco Paolo Michetti. Spostatosi poi in Abruzzo, si dedicò a una produzione di studi dal vero, eseguiti sia con la tecnica del pastello che con l’olio.

 

Arnaldo Ferraguti, Ritorno dai campi o Paesanella, 1892-1895 circa, Pallanza, Museo del Paesaggio

Arnaldo Ferraguti, Ritorno dai campi o Paesanella, 1892-1895 circa, Pallanza, Museo del Paesaggio

Fu molto legato ai fratelli Giuseppe ed Emilio Treves, gli editori milanesi, che incontrò grazie al Michetti. Per la loro prolifica casa editrice lavorò illustrando riviste, come “L’Illustrazione Italiana” e  libri, tra cui Cuore di Edmondo De Amicis e le novelle del Verga. Per questi incarico il Ferraguti si stabilì a Milano, dove sposò la nipote dei suoi datori di lavoro, l’affascinante Olga Treves.

Arnaldo Ferraguti, disegno da “L’Illustrazione Italiana”, 1901

Arnaldo Ferraguti, Davanti alla porta del loggione della Scala la sera del Falstaff, da “L’Illustrazione Italiana”, 1893

Con la moglie, negli anni novanta dell’Ottocento, si spostò a Pallanza. La coppia si inserì nei vivaci salotti di Villa San Remigio e Villa Cordelia, frequentati anche da Verga e D’Annunzio. Qui Ferraguti si costruì una dimora con una splendida vista sul Lago, sulla punta della Castagnola, che divenne successivamente l’Albergo Villa Tilde (attualmente la casa è disponibile sul mercato immobiliare: verbania-pallanza-villa-storica-sul-lago-maggiore.html).

Il pittore fotografato nel suo studio

Collaborò ancora con il Michetti alle scenografie per La figlia di Jorio di D’Annunzio, prodigiosa rappresentazione della terra d’Abruzzo, che debuttò a Milano nel 1905 con la compagnia di Irma Gramatica e Ruggero Ruggeri. In seguito il versatile artista diradò la produzione per dedicarsi all’attività imprenditoriale, nel ramo della chimica applicata alle belle arti e alla produzione di pergamena e cuoio artificiali. Dopo aver venduto l’attività, si stabilì a Forlì come direttore della fabbrica del “percuoio”. Morì improvvisamente nel 1925.

Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, dettaglio, 1890, Pallanza, Museo del Paesaggio

Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, dettaglio, 1890, Pallanza, Museo del Paesaggio

Arnaldo Ferraguti, Alla vanga, dettaglio, 1890, Pallanza, Museo del Paesaggio

Alla vanga è un gigantesco affresco iperrealistico di storia contemporanea, un’opera sociale sugli umili lavoratori, uomini, donne e bambini, che risente di un accurato studio di immagini fotografiche. La genesi costò al Ferraguti anni di personale esperienza sui campi per verificare l’esatta posizione delle figure. I vangatori e le contadine riprendono, ingranditi, i personaggi letterari dei romanzi e risentono degli echi della pittura di Morelli e Michetti. Nella collezione del Museo del Paesaggio di Pallanza è esposta anche una tela verticale dedicata alle Lavandaie di Pallanza, dipinta dal Ferraguti nel 1897, in cui l’artista ha reso con sorprendente veridicità le donne al lavoro e i riflessi dell’acqua. D’altra parte, già all’epoca, l’artista poteva giovarsi del confronto con l’immagine fotografica.

Lavandaie, 1897, Pallanza, Museo del Paesaggio

Lavandaie a Pallanza da Enzo Azzoni, La fotografia sul lago Maggiore 1840-1890, Intra,  Alberti Libraio Editore, 1980

Lavandaie a Pallanza da Enzo Azzoni, La fotografia sul lago Maggiore 1840-1890, Intra, Alberti Libraio Editore, 1980

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Il Museo del Paesaggio ha tre sedi. Le sezioni dedicate a pittura, scultura, architettura sono esposte a Palazzo Viani Dugnani, in via Ruga 44 a Verbania Pallanza, telefono 0323 556621. Per informazioni consultare il sito internet: www.museodelpaesaggio.it.

Per vedere la pagina dedicata sul sito del Museo dedicata a Ferraguti: arnaldo_ferraguti

Bibliografia: Sergio Rebora, Arnaldo Ferraguti, 1862-1925. Tra pittura e letteratura alla fine di un secolo, Milano, Silvana, 2006.

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