Arona, la roccaforte dei Borromeo


Veduta d'Arona sul Lago Maggiore, dal Viaggio pittorico ai tre laghi di Friedrich e Caroline Lose, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Grosso Borgo eretto dalle fondamenta circa l’anno 970. Otone I nominò sul finire del decimo secolo Conte d’Arona, e d’altri finitimi paesi il Vicario generale della sua Milizia Falco Obizzone Visconti per aver felicemente conchiusa la pace tra l’Imperatore, il Papa, ed i Romani. Nel 1327 durante la guerra de Guelfi, e dei Gibellini molto soffrì questo Borgo sotto il dominio di Stefano Visconti, che nel 1332 perdette la vita per comando di Lodovico Bavaro successo ad Enrico nell’Impero. Robaldono, e Callino Tornielli di Novara vi successero per elezione dell’Imperatore nel Contado di Arona, che distrutto affatto nel 1358 da Galeazzo Visconti venne dappoi riedificato, e reso più forte da Vitaliano Borromeo nel 1458. Li Borromei n’ebbero costantemente da quest’epoca il Contado, se si eccettua un breve intervallo di tempo, in cui loro fu tolto dal Duca Lodovico Sforza, che nel 1499 agli stessi lo ridonò.

Gliberto Borromeo (1815-1885), Rovine della Rocca di Arona, 1858 olio su tela, Milano, Galleria d'Arte Moderna, in deposito alla Pinacoteca di Brera

La forte Rocca, che vi esisteva, rovinata in parte da un fulmine sino dal 20 Luglio 1688, ed or intieramente atterrata sostenne diversj assedj, fra li quali è dagli Storici specialmente ricordato quello del 1522, quando Renzo Orsino speditovi dall’Almirante Generale del Re di Francia con numerosa truppa venne non senza grave perdita di soldati, e d’attrezzi militari obbligato dagli Aronesi comandati dal valoroso Anchise Visconti ad abbandonare quell’impresa, ove il Capitano francese inutilmente consumò trentasette giorni per espugnare quella fortezza. Molte opere alle religione dedicate ci provano parimenti l’antichità e la celebrità di questo Borgo.

Nicolas Antoine Taunay (1755-1830), L'imperatrice Giuseppina di Beauharnais visita la statua di San Carlo Borromeo ad Arona nel 1797, Malmaison, Château de Malmaison et Bois-Préau

Il Falco Obizzone Visconti, che superiormente si è nominato, vi ha dopo il di lui ritorno a Roma, costruita una ricca Badia, che dopo di essere stata tenuta dalla famiglia Ferreri di Vercelli passò in quella de’ Borromei, finché S. Carlo Borromeo che nacque in quella rocca, come altrove si disse, l’ottenne dal Sommo Pontefice a favore del PP. Gesuiti. Il Convento de’ Cappuccini, che prima della loro soppressione accaduta nel 1810 stava eretto sul colle dalla parte aquilonare, ove più Cappelle rappresentano le gesta gloriose di S. Carlo, era dapprima, e sino dal 1671 collocato al mezzodì d’Areno, ove nel 1652 venne affatto distrutto. Momenti certi delle pietà de’ Borromei sono pure li due Chiostri l’uno per l’educazione delle fanciulle fondato nel 1590 da Margarita Trivulzi Borromeo, e l’altro di Monache eretto nel 1645 sotto gli auspicj d’Isabella d’Adda Borromeo.

George Edwards Hering (1905-1879), Arona e il Castello di Angera, 1856, Collezione Privata

Arona finalmente che a spese delli Borromei fu cinto di mura, e che fu la culla del dotto Senatore Michel’Angelo Caccia, dell’erudito antiquario Antonio Bendone, di Stefano Antonio Cauzian, e di tant’altri uomini illustri nella dottrina, e nella pietà, giace appié d’un monte di sasso calcare posato per tutto sopra lo scisto argilloso. Ha un porto assai sicuro e comodi, e fu la sede d’una Vice-Prefettura. Il commercio vi fioriva molto essendo luogo opportissimo pel passaggio delle merci dal Mediterraneo alla Germania anche per la comoda recente strada, che pel Sempione ivi comincia.

Giulio Cesare Procaccini (Bologna, 1574 - Milano, 14 Novembre 165), Ritratto del Cardinale Federico Borromeo, 1610, Milano, Museo Diocesano

La vasta Colleggiata eretta dal Cardinale Federico Borromeo Arcivescovo di Milano è d’architettura dorica, e vi si vegogno delle belle pitture di Gaudenzio Vinci fatte nel 1511, sebbene da alcuni vogliansi di Gaudenzio Ferrari. Uno Spedale sufficientemente dotato vi accoglie li miserabili infermi, ed un Monte di Pietà soccorre le persone indigenti sotto determinate discipline superiormente approvate.

Gaudenzio Ferrari (Valduggia, fra il 1475 e il 1480 - Milano, 31 Gennaio 1546), La Natività, tavola centrale del Polittico, 1511, alla Collegiata di Santa Maria, Arona

Scarica il pdf dell’articolo qui: Arona, la roccaforte dei Borromeo

Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

Annunci

The URI to TrackBack this entry is: https://archiviodelverbanocusioossola.com/2011/10/28/arona-la-roccaforte-dei-borromeo/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: