L’Isola dell’artifizio


Veduta dell’Isola Bella sul Lago Maggiore, dal Viaggio pittorico ai tre laghi di Friedrich e Caroline Lose, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense

Nell’avvicinarsi a quest’Isola si ha una scena Teatrale. Dieci giardini, posti uno sopra l’altro a foggia di scalinata colossale, veggonsi in prospetto: da un lato v’è una ridente selva d’aranci vetusti e fronzuti sostenuta interamente da archi fondati nel lago, e dietro ad essa un folto e nero bosco di sempre verdi allori altissimi, entro cui mormoreggia e spuma un artificiale cascata. Le torri, gli archi, le statue rompono il verde delle limoniere, che tutte coprono le parti, frammiste a luogo a luogo di fiori d’ogni forma e colore. Ove l’esposizione al Nord non soffre gli agrumi, i muri son coperti d’alloro, e di fiorente tino. Un boschetto pur vi si aggiunse, non ha guari, de’ più begli alberi ed arbusti esotici che nel nostro clima allignano.

Filippo Indoni (1800-1884), La villa del Conte Borromeo all’Isola Bella davanti a Stresa, olio su tela, 1882, Collezione Privata

Oltrepassando questi magnifici terrazzi vedonsi casucce di pescatori. che formano un bel costrutto colla magificenza del restante dell’Isola. Fra esse però sorge non inelegante il pubblico Albergo del Delfino, ove lo straniero trova comodo alloggio; indi viensi al grandioso Palazzo, in cui da oltre un secolo ogni proprietario impiegar soleva molto oro per ornarlo secondo il suo genio, ed il gusto del giorno. Le stanze, e più i mobili spirano magnificenza, e profusione di ricchezze. L’amatore delle belle arti ha ben qui, ove occupare delle giornate essendovi pitture dei più gran Maestri e nelle due gallerie, e sparse in tutte le stanze. Vi si ammirano i quadri di Luca Giordano, del Procaccini, dello Schidoni, del Lebrun ec., e v’ha tre piccoli appartamenti, detti del Tempesta, molti quadri di questo celebre pittore, che qui visse alcuni anni.

Bartolomeo di Fruosino (Firenze, 1366 o 1369 – 7 Dicembre 1441), Bambino nudo, desco da parto retro, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo. Il desco da parto è un tondo dipinto su entrambi i lati che era offerto come dono cerimoniale alle donne delle famiglie più abbienti che avevano appena partorito. Veniva usato come vassoio per portare le vivande alla nuova madre

Francesco Bassano il giovane (Bassano del Grappa, 1549 – Venezia, 1592), Cristo caccia i mercanti dal tempio, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo

Giovanni Antonio Boltraffio (Milano 1547 – 1516), Dama in grigio, 1498-1500, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo

Camillo Procaccini (1555-1629), Il martirio di Sant’Agnese, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo

Daniele Crespi (Busto Arsizio, 1598 – Milano, 19 Luglio 1630), Ritratto maschile, Collezione Borromeo, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo

Giampietrino (attivo a Milano tra il 1508 e il 1549), Didone, circa 1520, Stresa, Isola Bella, Collezione Borromeo

I marmi i più scelti, e l’oro si incontrano in ogni ornato, ed i primi servono sovente di tela ai bei quadri. I sotterranei formano un appartamento a musaico veramente delizioso, ove alcune belle statue marmoree vi si ammirano; e di tutta magnificenza è il salone ornato architettonicamente, disegno del Cav. Professore Zanoja, come lo è la vaga domestica Cappella. Altra Cappella or si medita per collocarvi tre magnifici marmorei mausolei che i Borromei posseggono, ritirati da soppresse Chiese ove gli antenati loro gli avean collocati. Era quest’Isola in origine un nudo scoglio di roccia argillosa scistosa primitiva, tagliata da filoni di trappo contenente ferro, con rognoni e qualche rilegatura di quarzo a parti inclinati al S.O.

Salomon Adler (Danzica, 1630 – Milano, 1709), Ritratto del Conte Votalian VI Borromeo, Stresa, Isola Bella, Collezione Privata

Venne in capo al Conte Vitaliano Borromeo di crearvi una delizia verso l’anno 1670, e tanto fece distruggere di sasso, e tanto edificare di pilastri, archi, e portici, e tanta terra vi fece dal vicin continente apportare, che dielle la figura, la bellezza, e la fertilità, che vi si scorge. A rendere compiuta la magnificenza veramente regia de’ giardini, e del palazzo manca solo che perfetto sia ed ornato il tondo salone, che lo chiude all’occidente; e che darà la necessaria comunicazione a tutti gli appartamenti, e quindi aggiungavisi gli altri abbellimenti, che l’Isola prolunghino sin allo scoglio detto la Malghera che vedesi sorgere fuor d’acqua, quando basso è il lago. In questa parte deve essere lo sbarco, ossia l’ingresso dell’isola. Veggasene in una sala il modello in legno, disegno del chiarissimo Architetto Morelli. Rousseau, come rileviamo dalle sue confessioni nello scrivere Nouvelle Héloise pensò a fissare in quest’Isola il domicilio della sua Giulia. Tutto pareagli adatto alla sensibilità di cui voleva dotarla; ma lo trattenne il vedervi troppo lavoro dell’arte, e troppo poco lavoro della natura.

Giovan Battista Ferrari (Brescia 1829 – Milano 1906), Isola Bella, olio su cartone, 1882, Collezione Privata

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Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

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