Accadde a Lesa. Manzoni e la domestica magnetizzata


Una volta, a Lesa, fra il Manzoni e il Rosmini, si venne a discorrere del magnetismo animale. E l’ultimo raccontò di aver assistito a Torino ad un esperimento di sonnambulismo, durante il quale un ragazzo aveva scelto per tre volte di seguito un napoleone d’argento, che era stato magnetizzato in un’altra stanza, fra tanti altri non magnetizzati. E che, essendogli stato chiesto come faceva a riconoscerlo, rispose:

Perché è caldo e pesa di più. Eppure il magnetizzatore non l’aveva neppur toccato. Finito il racconto Manzoni disse:

Curioso!

Curioso! – ripetè il Rosmini

L'abate Antonio Rosmini si interessò, come Manzoni, al magnetismo animale

Ma la moglie di Manzoni tacque, perché non ardiva fare nessuna conversazione a tanto raccontatore! Il figliastro però conservò tutto questo nella sua memoria, e avendo saputo che il Dottor Prejalmini di Lesa (ma domiciliato a Intra), si occupava di questa materia, e che anzi il Rosmini gli aveva scritto in proposito una lunga lettera (stampata fra le sue opere), nella quale spiega, o confuta, i fatti o le teorie del dottore riferite in appoggio del magnetismo; ed avendolo incontrato per l’appunto a Lesa, lo tirò a discorrere di tutte le sue esperienze, e a pregarlo che glien facesse vedere qualcuna. Alla prima si mostrò riluttante, ma finalmente accondiscese e si diedero un appuntamento a Intra. Il soggetto era una contadina, non giovane, grassotta e piuttosto brutta. Addormentata, il figliastro di Manzoni chiese ed ottenne che il dottore ripetesse letteralmente l’esperienza, raccontata dal Rosmini, di riconoscere cioè le monete magnetizzate fuori della camera, senza toccarle e mescolate con altre. L’esperienza riuscì tre volte. E richiesta del come riconoscesse quella moneta (che non erano pezzi da cinque franchi, ma da cinque centesimi) rispose egualmente: – Perché è più calda e pesa di più. Questa strana uniformità di risposta, avuta da due soggetto così diversi, a tanta distanza di luogo, senza il magnetizzatore sapesse il perché lo spettatore la provocasse; sorprese il figliastro, il quale si partì da Intra molto pensieroso…

Piazza San Rocco a Intra, da "Raccolta delle principali vedute d'Intra tratte dal vero e incise da Luigi Litta", Intra, Litografica e Tipografica Gaetini, 1858. Il dottor Prejalmini, di Lesa, praticava a Intra il magnetismo animale. Su richiesta del conte Stampa fece una prova su una contadina

Venne il 1848, ed il Manzoni si recò colla sua moglie ed il figlio di essa a Lesa, sul Lago Maggiore, prima che gli Austriaci ritornassero a Milano; e mentre sperava ancora che le cosa non sarebbero venute a quel punto: perché diversamente non si sarebbe mosso dalla città per non promuovere i cittadini alla fuga. Fra le persone di servizio che condusse con sè c’era la cameriera di sua moglie, ed una giovane contadina che disimpegnava le incombenze femminili più faticose, come lavare, fare il bucato. Questa aveva un temperamento che appena sedesse e rimanesse un po’ di tempo inoperosa, si addormentava con molta facilità. Una sera che, coricata più presto del solito dal sua padrona (che già da anni era cagionevole di salute), si era seduta in fondo alla cameretta, entrò il figlio di lei, e, non so come ne venisse a proposito, ma rivolgendosi alla seduta, esclamò:

Questa dovrebbe esser facile da magnetizzarsi, si addormenta subito! Scommetto che ci riuscirei anch’io. E sedendole di contro si mise, così per ischerzo a farle quei passaggi (passes) che aveva veduto fare al Lafontaine e al Prejalmini; e non era scorso un minuto che la ragazza si era addormentata.

Un esperimento di magnetizzazione animale su una donna addormentata, che risponde ai comandi sollevando braccia e gambe, xilografia, 1845 circa

Benché credesse che il suo sonno fosse il solito, così facile e naturale, pure il suo cuore cominciò a battere più forte. E volgendosi a sua madre le disse:

Ehi! dorme già.

Sono persuasa. È tutto il giorno che lavora e sarà stanca – rispose la madre dal letto.

Ebbene, provate a chiamarla – disse il figlio volgendosi anche all’altra cameriera. Infatti l’una e l’altra chiamaron forte: – Linda, Linda. – Ma la ragazza non si mosse.

Dorme proprio della grossa – dissero la madre e la cameriera.

Ma il figlio, a cui batteva sempre più forte il cuore per la sorpresa e un po’ anche di paura, si provò a farle davanti al viso i passaggi trasversali, che, secondo aveva veduti, dovevano risvegliarla. Ed infatti comincià a dimenar la vita e si risvegliò.

Mamma, voi altre non avete potuto risvegliarla chiamandola così forte; ed io l’ho risvegliata senza né chiamarla, né toccarla.

Lo credo bene. Gli hai fatto vento sul viso, ed il fresco risveglia più e meglio di una chiamata – rispose impertubabilmente la madre. E per quella sera ognuno andò per i fatti suoi.

Teresa Stampa Borri in un disegno di Luigi Zuccoli eseguito a Lesa nel 1850

Il giorno appresso il figlio volle ripetere l’esperienza in presenza di sua e di Manzoni. La ragazza si addormentò. Non si mosse alla chiamata; e perché non si dicesse he fosse risvegliata dal vento prodotto dai passaggi trasversali, diede in mano a sua madre un parafoco di cartone, dimenando fortemente il quale, faceva svolazzare i capegli scarmiglliati intorno alla fronte dell’addormentata, che non si svegliò. Allora la madre cominciò ad agitarsi e a temere alquanto; ma il figlio ponendosi a una distanza dalla magnetizzata tale, che nessun vento potesse da esser lei sentito, e cominciati i passaggi trasversali, la paziente contorse alquanto la vita, sospirò e si risvegliò. Allora Manzoni e sua moglie rimasero sorpresi; d’incredulissimi diventarono scettici; ma mancava a loro ancora la persuasione.

Il conte Stefano Stampa chiese in prestito al Dottor Prejalmini questo libro sul magnetismo animale

Ed il suo figliastro per sapere quel che faceva e che doveva fare, chiese in prestito al Dottor Prejalmini l’operetta: Pratique sur le Magnetisme animal del Deleuze (bibliotecario del Museo di Storia Naturale di Parigi, e che Manzoni aveva conosciuto e trovato una garbata persona), e si provvide di qualche altra opera sullo stesso argomento, delle quali Manzoni ne scorse qualcuna facendovi delle critiche e delle osservazioni, naturalmente sensatissime. Finalmente dopo un lungo numero di esperienze alle quali voleva sempre assistere, e che sorvegliava e che dirigeva con molto interesse; persuaso completamente della lealtà scrupolosa del suo figliastro, dell’assurdità ch’egli si fosse inteso con una contadina ignorante per ingannare i suoi parenti; dell’impossibilità che quei curiosissimi fenomeni potessero essere prodotti da inganno, mentre egli stesso ne poneva le condizioni e prescriveva il modo con cui gli esperimenti dovevano essere condotti; finì, come anche sua moglie, a convincersi della verità di quei fenomeni.

Alessandro Manzoni ritratto da Stefano Stampa il 13 Ottobre 1848, "in due ore piovose". Il disegno è conservato nel Museo di Casa Manzoni a Milano

Ma gli attribuiva per la maggior parte a una particolare sensibilità ed esaltazione morbosa dei nervi del soggetto: ed in ciò andava d’accordo col parere di molti altri scienziati, ed aveva ragione, ma non in tutto. Ed aggiungeva:

Non vedo però l’utilità che la scienza potrebbe cavare da questi fenomeni irregolari, che non sembrano sottoposti a leggi fisse; e temo che non serviranno che ad accrescere l’infuenza dei ciarlatani.

Ma si presentò anche il caso che dimostrò che il cosiddetto magnetismo animale poteva praticamente utilizzarsi. La giovane contadina si ammalò; si tentò sopra di lei l’influenza della cura magnetica; e con dei mezzi apparentemente ridicoli, risanò in un tempo molto più breve che se fosse stata curata con l’ordinaria medicina. Allora il Manzoni concluse che sarebbe stato desiderabile che la scienza si fosse occupata e avesse studiato quei fenomeni tanto curiosi e tanto misteriosi, invece di lasciarli in mano soltanto dei ciarlatani o di medici di dubbia riputazione.

In apertura: un uomo pratica in mesmerismo usando il magnetismo animale, xilografia, 1845 circa.

Scarica il pdf dell’articolo qui: Accadde a Lesa. Manzoni e la domestica magnetizzata

Da: S.S. (Stefano Stampa), Alessandro Manzoni. La sua famiglia. I suoi amici. Appunti e memorie, Milano, Hoepli, 1885.

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