Meina: ritratto in cartolina


Dopo il successo delle cartoline di Solcio (Solcio di Lesa: ritratto in cartolina) l’Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola mostra ai suoi lettori Meina, attraverso un itinerario visuale dei suoi luoghi più famosi. Per ingrandire le immagini basta un click sulla foto.

I panorami

Panorama di Meina da una cartolina datata 1916

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Il ponte sul fiume Tiasca in una foto di inizio Novecento

Il ponte della ferrovia del Sempione

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina Ponte Tiasca 1903

Una comitiva di meinesi in sosta davanti al ponte della ferrovia Arona Domodossola di fianco all’argine del torrente Tiasca. La cartolina, del 1903, è firmata Marta

Questo panorama del 1901 evidenzia la presenza di fabbriche nel paese

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Meina negli anni Trenta

Il campanile della Chiesa di Santa Margherita sulla destra e vista del paese

L’abside della chiesa di Meina e una villa in stile alpino biedermeyer

I dintorni di Meina erano coltivati a vite e le costruzioni scarseggiavano

La strada verso Ghevio e Dagnente quando non era ancora asfaltata

Un uomo (o un bambino?) si gode il panorama di Meina dal pinone

Vista di Meina verso Angera e Arona

Vista della ferrovia con treno in arrivo. In basso a sinistra l’Hotel Suisse

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Una cartolina colorata

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Il panorama di Meina con vista su Angera e Arona

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Vista sul paese dalla Chiesa

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Meina negli anni Cinquanta. Mancano ancora alcune case di abitazione in via Bonomi

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Una visione colorata del centro di Meina

Una vista aerea risalente agli anni Cinquanta

In questa cartolina il paese, la strada del Sempione, il Grand Hotel Victoria, poi demolito

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La villa Faraggiana, il monumento ai caduti e il battello a vapore in una cartolina d’epoca

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Un cartolina con cinque immagini di Meina più i saluti

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Cinque vedutine di Meina adagiate su quello che sembra un copriletto. Misteri della grafica…

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Quattro vedutine di Meina

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Una visione dall’alto risalente agli anni Ottanta

In paese

Via Bonomi, la strada che dal Sempione sale verso la piazza del Municipio

Un’altra vista di via Bonomi. Mancano ancora parecchie costruzioni

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La via Bonomi negli anni Trenta. Mancano ancora la maggior parte degli attuali edifici

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Una visione ancora rurale del paese: a sinistra della via Viotti c’erano ancora gli orti

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina Asilo Municipio Scuola

In questa cartolina il Muncipio, che allora ospitava anche le scuole, circondato da alberi da frutto

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In una foto dell’inizio del Novecento il Caffè del Lago

Meina Caffè del Lago dove oggi sorge il garage Sibilia e Mastretta

Un’altra foto del Caffé del Lago, dove successivamente aprì il garage Sibilia e Mastretta

Meina Mercato Piazza Vitt Em II poi Piazaa San Carlo Taxista con carrozza

Il mercato in Piazza Vitt Emanuele II, poi Piazza San Carlo

Meina Mercato Piazza Vitt Emanuele II poi Piazza San Carlo

Un’altra immagine del mercato di Meina

La piazza del Municipio di Meina nel 1965. Allora l’edificio ospitava le scuole

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La stessa cartolina è stata colorata

Il mercato delle verdure

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Gruppo a Meina, fotografia dal sito Pictures Archives, Milano

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Pictures Archives

Un’altro gruppo davanti a un edificio, fotografia dal sito Pictures Archives, Milano

Dal lago

Meina vista dal lago nel 1905

Una visione dal Lago datata 1900

Una visione dal lago datata 15 Settembre 1900. Si nota la presenza della ciminiere, testimoni della vocazione industriale del paese

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Meina nel 1911. A parte la fabbriche e alcune ville sul lungolago le colline sovrastanti erano ancora completamente destinate all’agricoltura

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Una bella cartolina dei primi dei Novecento con vista sulla Chiesa

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L’inquadratura della cartolina dal lago è la stessa, ma qui c’è un’imbarcazione in primo piano

Panorama dal lago ai primi anni del Novecento. Al centro l’Hotel Meina, mentre sulla destra sono visibili le fabbriche. Le colline sopra il paese sono quasi disabitate e ancora destinate a coltivazione

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Un altra porzione di Meina vista dal Lago. Foto del 1904 di Garzini e Pezzini, Milano

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Una cartolina dei primi anni Dieci

Il battello Elvezia naviga davanti al paese di Meina. Al centro l'Hotel Verbano

Il battello Elvezia naviga davanti al paese di Meina. Al centro l’Hotel Verbano

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Meina dal battello in una cartolina colorata

Il Municipio di Meina visto dal lago negli anni Trenta. Non erano ancora state costruite le case sul lato destro della via Bonomi

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Un’altra cartolina dal lago con i notevoli alberi della villa al centro della foto

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Il barcone da trasporto denominato “Gabarà” tratto dal libro Vedute fotogarfiche meinesi tar ‘800 e ‘900 di Carlo Manni, Meina, 1985, Comune di Meina

Anche in questo caso una cartolina colorata. In primo piano a sinistra il Grand Hotel Victoria, già Hotel Meina

Le industrie

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Lungo il lago si trovava la fabbrica di oli e grassi lubrificanti di Emilio Foltzer. Come si legge nel bel libro Hotel Meina di Marco Nozza “Sopra la Foltzer, in una strada chiamata appunto via delle Fabbriche, su un canale idrico che già era stato la  Roggia Molinara derivata dalla Tiasca sorgevano altre aziende, anche se molto meno ambiziose: la camicieria Minazza, la Micropietra, la cartiera La Folletta, la cartiera Gammberasio poi Storiti e poi Monteggia, per la carta paglia, la fabbrica dei bottoni Pozzi, un reparto staccato della cartiera Gamberasio per il macero e la sfibratura della paglia, trasformato più tardi in segheria, infine la fabbrica dei cucchiai Calderoni”

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Una ricevuta datata 2 Ottobre 1902 per la fornitura di un barile di olio Rubino C, dalla Foltzer di Meina alla Società Funicolare Como Brunate. In alto i disegni delle due sedi

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La pubblicità della fabbrica. Nel castello Foltzer di Genova, che poi fu sede della Casa del Fascio, venivano stoccati i fusti di olio in attesa di essere esportati

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La Foltzer aveva sede a Rivarolo in provincia di Genova. La fabbrica meinese produceva oli, grassi e appretti per tessiture. Pochi anni prima dell’inizio della seconda guerra mondiale la fabbrica fu abbattuta per lasciare spazio all’omonima Villa Foltzer che divenne poi proprietà Lorenzini, al Lido con la spiaggia e i campi da tennis

Meina Foltzer 3

Lo stabilimento era massiccio e aveva tre ciminiere visibili dal Lago. Oltre alla Foltzer erano presenti a Meina la Cascami Seta, un opificio per la filatura meccanica dei cascami,  fondato nel 1852 dalla Società De Filippi Merzagora con l’incoraggiamento di Cavour. Le macchina erano d0avanguardia e importate dall’Inghilterra. Nel 1861 erano impiegati circa 200 operai che producevano soprattutto per il mercato francese. La Società per la filatura dei Cascami Seta di Milano, che aveva già una fabbrica analoga a Novara e arrivò ad averne undici , rilevò l’azienda di Meina nel 1888. La manifattura fu attiva fino al 1932, anno in cui venne e poi riconvertita alla pettinatura di fibre artificiali. Durante la guerra tutto si bloccà e nel 1954 la Cascami Seta fu definitivamente smantellata. Il suo archivio storico è conservato dal 2004 presso l’Istituto Storico della Resistenza di Novara

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La carta intestata dalla Cartiera La Folla di Carlo Bedone fu Pietro fondata nel 1782, in una corrispondenza diretta al Cav. Uff. Luigi Tadini di Lesa il 31 Ottobre 1904. Nel 1858 il canonico Luigi Boniforti scriveva che le tre cartiere di Meina erano “tutte fornite di macchine a vapore continuo: quella di Carlo Bedni (sic) è una delle più operose e delle prime che siansi introdotte negli Stati; quella di Bartolomeo Stefanina è di nuovissima costruzione, con macchine di tutte perfezionamento”. Nella cartiera “La Folla” si produceva carta lana da staccio e cartone per la catramatura. Fu chiusa nel 1967 dal propietario di allora che si chiamava Giaj-Tenua

Meina Cartiera La Folla Carlo Bedone 1918

Un’altra cartolina della Cartiera La Folla del 5 Luglio 1918

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Una carta intestata della Cartiera Storto

Libreria Regina Pacis Meina intestazione

La carta intestata della Libreria Regina Pacis

Il lungolago

Al porto di Meina nel secolo scorso si lavava la biancheria. Il porto di Meina, che era molto attivo fino al primo decennio del Novecento, soprattutto per il traffico di carbone di legna. Nel 1934 fu ricoperto di terra e al suo posto sorsero i giardini pubblici

L'imbarcadero sommerso dall'inondazione del 1907

L’imbarcadero sommerso dall’inondazione del 1907

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La cartolina ricordo della “Pro Monunemento! ai caduti di guerra, anno 1921, stampa Alias De Righetti Arona

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Il lungolago con il monumento ai caduti in primo piano e la Pensione Hotel Meina

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Giochi di bambini sulla passeggata vicino all’imbarcadero

Il lungolago di Meina e l’approdo del battello

Cartolina “romantica” del lungolago con battello in arrivo

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Uno scivolo ormai “vintage” sul lungolago di Meina

Le ville

La Villa Faraggiana, l’edificio neoclassico più importante del lago Maggiore, commissionato nel 1855 dal senatore Alessandro Faraggiana di Novara all’architetto Antonio Busser

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La Villa Azalea già De Fernex, poi proprietà Capé e successivamente Bollati

La facciata simmetrica e l’aiuola di Villa Dubois

La Villa Bianca Maria

Villa Angela Maria con i balconi e le decorazioni in legno

La Villa Mancinelli

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Un’altra immagine della Villa Mancinelli

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La Villa Bruni e l’Hotel Verbano

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La villa Bedone e la Villa Cestari poi proprietà Scagliotti. Non c’era ancora l’Hotel Bel Sit

Una villa ottocentesca costruita sulla riva del lago

Meina Villa Mattiolo allora Villa Porazzi

Villa Mattioli, già proprietà Porazzi

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Villa Pasta, o La Favorita, edificata su commissione di Giuseppe Pasta, con la caratteristica balconata semicircolare. Le due ali laterali furono costruite successivamente

Villa Pasta fu costruita nel 1866 in un ampio parco che si arrampica sulla collina e ha un meraviglioso giardino all’inglese. Nella zona meridionale del giardino c’è un chiosco ottocentesco a pianta ottagonale che un tempo era utilizzato come toilette

La Villa Violetta con la balconata curvilinea

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Villa Annita con il muro elegantemente bordato dalla siepe

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Villa Garlanda, più in basso denominato Villino Adele, con la caratteristica architettura alpina Biedermeyer

Il graziosissimo Villino Adele

La Villa Osimo, dove Benito Mussolini s’incontrava in segreto con Claretta Petacci

La Villa Giulia, più nota come Villa Eden è una costruzione di fine Ottocento in stile neopalladiano. La facciata a doppio ordine di logge, i festoni, i vasi e la scala a doppia rampa curva ne fanno un caratteristico esempio di eclettismo dal fine gusto scenografico, assicurato dalle statue e dalla fontana e dalle araucarie

La Villa Jeanne

La Villa Kitzeroff era proprietà di importanti industriali tedeschi ed era stata poi venduta a Theo e Franz Mohwinckel

La Villa Kitzeroff era proprietà di importanti industriali tedeschi ed era stata poi venduta a Theodoro Mohwinckel, che era in Italia come rappresentante di un’azienda di ebanite tedesca. Il Mohwickel aveva fondato, qualche anno prima dello scoppio della guerra, una fabbrica di giocattoli di celluloide. Dopo essere stato costretto a lasciare il paese e a chiudere l’attività tornò in Italia nel 1919 e riacquistò la ditta, ma la concorrenza giapponese gli impose di riconvertirsi all’attività di rappresentante, insieme ai figli Franz e Theddy nei settori della chincaglieria, delle meteria plastiche, dei ferri chirurgici e delle radiocomunicazione. Successivamente divenne rivenditore ufficiale della Unda Radio. Le notizie sono tratte dal sito http://www.undaradio.com/storiaTH.xml

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La facciata interna della Villa Bonomi, con la caratteristica decorazione in stile eclettico:  bifore gotico-romaniche e tarsie romboidali. Era anche soprannominata la Villa Rossa

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina Lungolago dalla Villa Bonomi

La vista sul Lago dal giardino di Villa Bonomi

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La Villa La Castagnara poi dei conti Di Savoiroux immersa nel parco di castagni secolari. La costruzione con pianta a “L” e tre piani era inizialmente di proprietà della famiglia Magistrini. Fu ridisegnata nella 1857 dall’architetto Eugenio Linati per volontà della contessa di Savoiroux che la restaurò nella sua forma attuale, con la terrazza al primo piano per godere la vista del lago. Vi sorgeva dal XI secolo un’antica casa di villeggiatura dei Benedettini di Arona, che dal 1572 e fino al 1773 era diventata proprietà dei Gesuiti. La caratteristica torretta cuspidata e il bel colore giallo la rendono immediatamente riconoscibile. Oltre che fella villa il Linati si occupò anche dei rustici, costruì la portineria e un mausoleo per la nobile famiglia

La galleria ferroviaria per la linea del Sempione

I lavori di perforazione della galleria ferroviaria Faraggiana – Meina nel 1904

Una vista d’insieme e la galleria in lavorazione per il transito del treno nel 1905

In tenda tra le statue: il campeggio Isola del Bosco nel 1938

Un bagno nel lago sorvegliati dalle statue neoclassiche nel campeggio Isola del Bosco

“Tendopoli” in riva al lago nel campeggio Isola del Bosco

Il giardino del campeggio, con fontana e statue neoclassiche

Roulotte dalle forme rotondeggianti, Citroen C7 e brandine Moretti in ordine sparso, tanto c’era spazio per tutti. Ecco come si campeggiava, a Meina, alla fine degli anni Trenta

Un vialetto portava a una fontana con statua muliebre e putto

L’Istituto Luce ha filmato il Congresso della Federazione Internazionale dei Camping Clubs che si è tenuto a Meina, con la presenza di 2500 turisti il 10 Agosto 1938:

Anche nell’Archivio della British Pathe esiste un brevissimo documentario sul congresso di Meina: http://www.britishpathe.com/video/mobile-townships/query/Lake+Maggiore

Gli alberghi e i ristoranti

La terrazza del Ristorante Sempione

Albergo Verbano all’imbarcadero: la pubblicità era scritta direttamente sul terrapieno, con vista dal lago. L’Hotel offriva stanze, ristorante, bagno, doccia, servizio cavalli e vetture

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Una graziosa cartolina pubblicitaria dell’Hotel Verbano

Un’altra vista dell’albergo del Verbano. Il proprietario era Luigi Lorenzini

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina Hotel Verbano copia

Cartolina pubblicitaria dell’Hotel Verbano: grande giardino in riva al lago, ristorante, termosifone e acqua corrente, garage, telef. N. 309

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L’albergo Verbano visto dal lago

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Aiuole di palme all’ingresso dell’Hotel Verbano

L’Albergo Verbano, con gli assolati balconi, negli anni Cinquanta

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Vista sul lago dalla terrazza a parterre dell’Hotel Verbano

Tavole imbandite e camerieri all’erta. Tutto è pronto, all’Albergo Verbano, per gli ospiti

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Il Sempione deserto e l’Hotel Verbano con l’insegna sui due balconi

Cartolina pubblicitaria con i “saluti da Meina” dell’Albergo, ridipinto di bianco

La sagoma dell’Albergo Verbano si rispecchia nelle ferme acque del lago

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Una bella visione dell’Albergo Verbano

Un bell’ombrellone a quadri protegge gli ospiti dal sole all’Albergo Verbano

L’Albergo Ristorante Bel Sit fotografato dal lago

La terrazza sul lago dell’Albergo Ristorante Bel Sit

La facciata sulla strada del Sempione dell’Albergo Ristorante Bel Sit

Quattro “vedutine”, con sfondo disegnato, nella cartolina pubblicitaria dell’Albergo Bel Sit

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina albergo broglio copia

L’Hotel Broglio con caffè e ristorante di fianco alla Stazione ferroviaria

L’Hotel Suisse di fianco alla stazione ferroviaria

La sala da pranzo dell’Hotel Suisse a Meina

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L’Hotel Pensione Zanetta davanti all’Imbarcadero e la Ditta Foltzer con una delle sue ciminiere

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L’Hotel Pensione Zanetta, di proprietò Violante fu acquistato nel 1938 dall’intraprendete commerciante turco di tappeti Alberto Behar, che a Milano possedeva un lussuoso negozio in via Montenapoleone e aveva aperto un cinema ad Arona nell’ex Teatro Sociale

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Un’animatissima vista della via Sempione senza alcuna automobile prima dell’Hotel Meina

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Una cartolina del 1913 dell’Hotel Pension Meina con le due darsene in primo piano

L’Hotel Meina. L’albergo fu completamente rinnovato nell’epoca fascista

Uno scorcio del  giardino dell’Hotel Meina

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Uno scorcio dell’Hotel Meina con auto d’epoca, passanti, l’imbarcadero e il monumento ai caduti e due curiosi lampioni

L’Hotel Meina fu rinominato Grand Hotel Victoria e trasformato in un edificio più moderno prima della seconda guerra mondiale. Proprio qui, il 15 settembre del 1943, furono catturati e uccisi sedici ebrei. Al posto dell’albergo dovrebbe sorgere un parco della memoria a ricordo della vittime della strage nazifascista. La vicenda è stata narrata nel bel libro “Hotel Meina” di Marco Nozza e in un film di Carlo Lizzani

La hall del Grand Hotel Victoria in perfetto stile anni Quaranta. L’albergo fu demolito nel 2008

Nel Grand Hotel Victoria era utilizzato in grande quantità il vetro cemento

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Una vista del Grand Hotel dal Lago

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Il Grand Hotel Victoria Palace visto dalla strada del Sempione

Meina Hotel Victoria Palace proprietà famiglia Nagy

L’imponente mole del Grand Hotel di fianco all’imbarcadero

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L’Hotel Bellavista situato lungo la strada del Sempione verso Solcio e dotato di terrazza vista lago

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L’ampia terrazza dell’Hotel Villa Paradiso, una splendida villa di fine Ottocento poi trasformata in albergo e circondata da un parco secolare, dotata di piscina e sala congressi

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La spiaggia privata dell’Hotel Villa Paradiso. L’Albergo è proprietà della famiglia Buraglio che a Meina possiede anche l’Hotel Bel Sit

Meina Ristorante Parma

L’esterno del Ristorante Parma davanti al Lido di Meina

La sala de pranzo dell’Hotel Ristorante Parma

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Le belle vetrate con la vista sul lago del ristorante toscano “Da Gigi”, ora Bellavista

Al Lido

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L’entrata anni Trenta del Lido di Meina, scarna ed essenziale. Il Lido venne costruito nel lembo di terra che un tempo era occupata dalla Ditta Foltzer

Lettura sotto un albero al Lido di Meina

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Bagnanti davanti alle cabine del Lido. A sinistra la terrazza

Il trampolino del Lido negli anni Trenta

Il trampolino del Lido vent’anni dopo

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina colonia solare

La misteriosa colonia solare “Medaglia d’oro Generale Gustavo Fara”. Esiste ancora?

Il Sempione e la Stazione ferroviaria

Una scampagnata in calesse sulla strada del Sempione davanti alla Villa Faraggiana

Una scampagnata in calesse sulla strada del Sempione davanti alla Villa Faraggiana

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Un carro a cavalli sul Sempione

La strada del Sempione quando non era ancora asfaltata

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Meina via Sempione

Un’altra vista del Sempione privo di automobili

La strada del Sempione fotografata in direzione di Solcio

La cancellata barocchegginante in ferro battuto della neoclassica Villa Faraone, già Villa Collano, con la sua facciata sul lago ingentilita da un maestoso glicine, proviene dall’Esposizione di Torino del 1896 e separa il Sempione dal lussureggiante giardino di piante secolari, sofore giapponesi, rododendri e camelie

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La strada del Sempione vista dalla terrazza del Grand Hotel Victoria

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Il Sempione con la via Bonomi sulla destra

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La Stazione di Meina venne costruita nel 1908

Viale Rimembranze e la Stazione ferroviaria

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Un’altra vista di Viale Rimembranze e della Stazione ferroviaria

In apertura: Un saluto da Meina di Garzini e Pezzini – Milano, 1905. Due signore in abito elegante, sulla strada dopo i giardini Bedone e la villa Cestari (che sorgeva nell’attuale proprietà Scagliotti), dove si incontrava un edificio che ospitava la farmacia

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Saluti da Meina

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Published in: on 14 dicembre 2011 at 18:38  Comments (8)  
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8 commentiLascia un commento

  1. Meraviglioso !

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  2. Ho provato viva emozione nel vedere la Meina di un tempo !

    Ora, vivo la Meina di oggi e , credetemi, è bellissima !

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  3. potreste publicare qualche foto della mitica discoteca -il capanno dei pini- anni 80 situata nella pineta di s maria val vigezzo grazie le foto sontutte stupende

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    • Buongiorno Cristina! Non appena faremo un articolo su Santa Maria Maggiore cercheremo le foto della discoteca Il Capanno dei Pini, sperando di trovarle! Grazie per il suggerimento e per i complimenti. Paola Vozza con Marco Casali

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  4. foto tutte stupende

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  5. Fantastiche immagini. Se si potesse ricominciare da lì…..

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  6. Visito di tanto in tanto il vostro sito. Fotografie meravigliose, grande e appassionata ricerca. Grazie e molti complimenti.

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