Quel piccolo mondo antico dell’Isola Bella


Dopo i due anni trascorsi a Corconio (Gli anni di Corconio), Mario Soldati tornò spesso sul Lago Maggiore. Nel 1941 gli fu commissionata la regia di Piccolo Mondo Antico, dal romanzo di Antonio Fogazzaro. Il film fu sceneggiato dallo stesso Soldati, da Mario Bonfantini, il giovane architetto Alberto Lattuada, Emilio Cecchi e Filippo Sacchi. Nel 1939 era scoppiata la seconda guerra mondiale, ma l’Italia per parecchi mesi rimase fuori. Come ricorda Soldati nel gennaio del ’40 si era costituita a Milano una nuova casa di produzione cinematografica. Era un gruppo di giovani e giovanissimi: qualcuno pieno di soldi, qualcuno pieno d’ingegno, tutti pieni di entusiasmo e tutti milanesi. … Carlo Ponti, non ancora trentenne, e sebbene completamente inesperto di cinema … si andva dimostrando il più vivo e il più intelligente tra tutti i compari. A mio giudizio, poi, era anche il più giusto di idee e di sentimenti, l’unico che, con me, non avesse il minimo dubbio sulle sorti del conflitto mondiale. Ponti fu subito d’accordo con me sulla scelta del soggetto, e i suoi amici milamesi tosto lo seguirono. L’idea di un film in costume tratto da Piccolo mondo antico gli era stato suggerita dalla sorella Laura Isnenghi Ponti che aveva letto il romanzo di Fogazzaro mentre era in dolce attesa del primogenito.

Soldati, Bonfantini e Lattuada lavorano alla sceneggiatura di Piccolo mondo antico nella villa di Emilio Pini a Volesio, vicino a Tremezzo,  sul Lago di Como. Foto di Federico Patellani, Milano, Fondazione Cineteca Italiana

Soldati, che non aveva mai letto il libro, lo finì in una sola notte e all’alba, commosso e felice, fu sicuro di non aver sbagliato. Alla mattina mandò un telegramma a Novara, diretto a Mario Bonfantini, con la proposta di collaborare alla sceneggiatura. La trama è nota. In Lombardia, negli anni tra il 1848 e il 1859, Franco Maironi sposa, contro il volere della marchesa sua nonna, Luisa Rigey, orfana di padre e nipote di un imperial regio ingegnere, lo zio Piero. Nasce una bimba, Ombretta, ma la nonna disereda Franco e riesce anche ad ottenere il licenziamento dello zio, unico sostegno della famigliola. Questa cade in miseria e Franco lascia Oria, sul lago di Lugano, per Torino, dove trova lavoro. Un giorno, mentre Luisa è uscita per affrontare la marchesa, denunciando l’esistenza di un testamento a favore di Franco, Ombretta annega nel lago. Luisa, razionalista, si chiude nel suo dolore; ma Franco, credente, si rassegna e i due non s’intendono più. Intanto la vecchia marchesa, divorata dal rimorso, restituisce al nipote il patrimonio di cui è l’erede legittimo. Finalmente, prima della partenza di Franco per la guerra d’indipendenza, Luisa si riconcilia con il marito (da Filippo Sacchi, “Corriere della Sera”, 13 Aprile 1941).

Soldati, Lattuada e Bonfantini a Volesio, mentre lavorano alla sceneggiatura deil film. Foto di Federico Patellani, Milano, Fondazione Cineteca Italiana

La sceneggiatura fu redatta nella villa di Emilio Pini a Volesio, vicino a Tremezzo, sul Lago di Como, che Carlo Ponti aveva scelto come ritiro durante il lavoro. I veri, assidui, sempre presenti e sempre attivi scenaggiatori fummo in realtà soltanto tre: Bonfantini, Lattuada e io. Sacchi venne su da Milano tre o quattro volte in tutto. Cecchi rivide poi e corresse a Roma il testo finito. I giorni di Volesio, quasi due mesi, furono di gran lunga il più bel periodo che ho passato lavorando a una sceneggiatura. La mattina, di solito discutevamo via via le scalette, le scene, i dialoghi all’ombra di un grande faggio, intorno a due tavoli ingombri di carte. Ogni tanto interrompevamo la discussione, Lattuada e io ci alternavamo alla macchina da scrivere, mentre Bonfantini dettava, passeggiando su e giù professoralmente sul prato. Il pomeriggio, invece, ciascuno di noi tre, chiuso nella propria camera, lavorava per conto suo a una scena diversa, o magari a diverse versioni della stessa scena.

La trascrizione della sceneggiatura di Piccolo mondo antico sulla macchina da scrivere. Foto di Federico Patellani, Milano, Fondazione Cineteca Italiana

Un altro scatto di Federico Patellani ritrae Soldati, Bonfantini, Ponti e Lattuada a Volesio, durante l’adattamento di Piccolo Mondo Antico, Milano, Collezione Privata

Verso l’ora del tramonto, infine, ci ritrovavamo nella grande sala terrena, davanti al caminetto acceso, per il tè. Faceva ancora freddo. Come di solito sui nostri laghi a giugno, quasi ogni giorno nelle prime ore del pomeriggio, scoppiava un furioso temporale, con lampi, tuoni, anche grandine. Nel tepore del caminetto, ciascuno di noi leggeva ad alta voce ciò che aveva scritto. Discussioni di nuovo, talvolta tranquille, più frequentemente aspre, sarcastiche, e ghigni, e urla. Un gong finalmente ci chiamava, chiamandoci e riconciliandoci attorno alla mensa, che Mary Bonfantini e Anna Paglia, l’amica di Ponti, avevano preparato. E molte volte arrivava a tempo da Milano anche Carlo Ponti: partito da Roma la sera precedente col letto, portava le ultime notizie, tutte le informazioni più segrete, tutti i “si dice” che circolavano nella capitale, tutti gli incoraggiamenti di cui avevamo crescente bisogno in un momento come quello, quando le notizie ufficiali erano quotidianamente disastrose per l’Inghilterra, rimasta prestissimo sola a combattere.

Mario Soldati sul set di Piccolo Mondo Antico

La Valli, raccontava Soldati, “andava ovviamente benissimo, era una cavalla purosangue piena di vento di felicità“. Massimo Serato “era molto bello e non faceva niente di sbagliato, anzi, aveva la furbizia di non fare proprio niente“. La bambina, Mariù Pascoli, “sia io sia Lattuada, che era il mio aiuto, speravamo veramente che morisse, mentre giravamo il film. Era smorfiosissima e sarebbe una delle cose che, dovessi mai rifare il film, cambierei volentieri. Capirà, avrebbe dovuto avere tre anni, e per mia debolezza ho preso la Mariù che ne aveva sei e che faceva tutti i versetti da piccina. Terribile“.

Un altra bella foto di Mario Soldati sul set di Piccolo Mondo Antico, foto di Alberto Lattuada

Gli esterni dell’ultima scena sono girati all’Isola Bella e gli interni all’Hotel Delfino, dove, nel febbraio del 1859, si ritrovano Luisa (Alida Valli) e Franco (Massimo Serato), quattro anni dopo la tragica morte della figlia Maria. Il libro si conclude con la visita ai giardini dell’Isola e la morte dello zio, stroncato da un fulmine, su una panchina. Negli ultimi fotogrammi della pellicola Franco parte volontario per combattere contro gli austriaci, cantando Addio, mia bella, addio (audio). Luisa resta ferma a riva, consapevole di portare in grembo una nuova vita.

Il titolo di testa del film Piccolo Mondo Antico

Il battello in navigazione verso l’Isola Bella. Sullo sfondo l’Isola dei Pescatori

Mario scende sull’isola da cui partirà il giorno dopo, senza sapere che la moglie lo sta aspettando

L’entrata dell’Albergo del Delfino all’Isola Bella

Compare la moglie Luisa. I due non si vedono dalla scomparsa della figlia Maria

Mario è felicissimo di vedere Luisa, mentre lei si vergogna perché si sente invecchiata

Mario comunica al padrone dell’Albergo che si fermerà per la notte

La bella stanza dell’Albergo, con tappezzeria e stufa. La cameriera si congeda e lascia i coniugi

Mario si affaccia alla finestra e ricorda alla moglie episodi del passato

Al sicuro dentro il portafogli Mario conservava la rosa che Luisa gli aveva donato in precedenza

Durante la cena l’avvenenza di Mario, in divisa, attrae lo sguardo della cameriera

Al mattino dopo la cameriera bussa alla porta: è arrivata la barca dei volontari!

La barca sta per attraccare sull’Isola Bella. I volontari sventolano il tricolore

Mario e Luisa si congedano con un bacio. Non si rivedranno mai più

L’addio strappalacrime. Luisa sul pontile saluta Mario e piange

Il titolo di coda di Piccolo Mondo Antico

Qui la parte girata all’Isola Bella: Piccolo Mondo Antico

 

In apertura: Alida Valli nel ruolo di Luisa Rigey in Piccolo mondo antico

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7 commentiLascia un commento

  1. ci sono diverse imprecisioni. nel romanzo, come nel film, la nonna non disereda Franco: semplicemente nasconde il testamento, e fa passare seri guai al Prof. Gilardoni che ne ha una copia e glie la sottopone chiedendo giustizia. per il nipote e la sua famiglia. Secondo, lo Zio Piero muore, presumibilmente per un infarto o un ictus, non certo per un fulmine. Terzo: la nonna è si colta da rimorsi, ma si guarda bene dal restituire il patrimonio a Franco.

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  2. L’ha ribloggato su Leggo e ascolto.

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  3. […] Reblogged from Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola: […]

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  4. Nella seconda e quattordicesima foto si vede il mio fantastico nonno !!!!

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    • Ciao Laura! Chi era tuo nonno? Nella seconda foto ci sono, che io possa riconoscere, Soldati Bonfantini e Lattuda. Carlo Ponti, che era mio prozio, dovrebbe essere quello con la coppola chiara. E nella quattordicesima? Posso aggiornare le didascalie, il blog ci consente anche questo! Grazie e a presto. Paola Vozza con Marco Casali

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  5. io ho sognato e sono rimasta senza parole! ❤

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