Angera


Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola AngeraLose Racconti di Viaggio

Navigando sul lago dal sud al nord presentasi a levante in bell’aspetto il borgo d’Angera. In alto v’è un’antica rocca ove vedonsi alcune vecchie e pregevoli pitture rappresentanti le gesta dell’Arcivescovo Ottone Visconti in un salone abbandonato, ed altre pure rimarchevoli in altre sale. Nel contiguo giardino v’ha parecchie antiche iscrizioni, fra le quali merita attenzione quella di C. Metilio Marcellino …. patrono causarum fidelissimocivi absinentissimo… Nella chiesa parrocchiale vedonsi a fianco del battistero due statue marmoree de’ santi Pietro e Paolo, non ispregevoli per essere lavoro de’ bassi tempi. Osservansi pure sul piazzale della chiesa stessa alcuni avanzi d’antiche colonne fregiate di bel rilievo. Ciò ricorda il passato lustro della città, che estendevasi in una deliziosa pianura alquanto dalla riva discosta. Ora Angera dopo le vicende guerresche degli andati secoli è fabbricata sul margine del lago. Il suo territorio è ubertoso in grano, in pascoli, in vini saporiti; gode d’un clima temperato, ed i fertili colli, che ne fan corona, ne accrescono l’amenità.

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Rocca di Angera, Sala della Giustizia, dettaglio dell’affresco raffigurante la battaglia di Desio del 21 Gennaio 1277  fra il Della Torre e i Visconti, che ne uscirono vincitori. Foto di Wolfgang Sauber da Wikimedia Commons

Fresco showing Ottone Visconti, archbishop of Milan, returning to Milan in 1277

Rocca di Angera, Sala della Giustizia, l’arcivescovo di Milano rientra a Milano nel 1277. Foto di Wolfgang Sauber da Wikimedia Commons

Nel castello il Conte Rolando Visconti fece scavare nello scoglio profondo pozzo, che fornisce acqua abbondante e salubre, detto anche oggidì il pozzo di Rolando; e sotto la rocca evvi una sorgente d’acqua epatica. Oltre un mercato settimanale si tengono in Angera due annue fiere di cavalli e di bestie bovine, l’una il primo di giugno, ed il primo settembre l’altra. Il naturalista osservando, che Angera e l’opposta Arona stanno appiè d’un monte dello stesso sasso, arguisce che il monte era continuato, e che venne diviso dalle acque del Ticino. Aveva inoltre i suoi signori nominati Conti, ed anco Re d’Angera, la storia de’ quali è molto incerta e favolosa. Ciò però che vi ha di sicuro si è, che essi furono potentissimi in questa parte d’Italia; ma dalle memorie del secolo XI si rileva, che Adalberto Conte perdesse quel dominio, e che questo fosse trapassato negli Arcivescovi di Milano, rilevandosi che l’Arcivescovo Guidone, da cui provennero tanti mali alla Chiesa, tenesse la sua famiglia nel castello di Stazzona, ove signoreggiava la di lui nipote Oliva paragonata dagli Storici a Gezzabele, ed Erodiade per la sua crudeltà, massime nell’assassinio del Santo Prete Arialdo della famiglia De Alzate, poi Alciati, perché mosso de zelo di religione declarava contro i disordini di quel tempo.

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Il martirio del capo dell’eresia patara Arialdo di Carimate, ucciso per volontà della terribile Donna Oliva De’ Vavassori, nipote dell’arcivescovo Guidone da Milano. Il santo moralizzatore fu castrato, amputato della mano destra, mutilato e gettato nel Lago Maggiore vicono all’Isolino Partegora, il 27 Giugno del 1066. Il cadavere venne ritrovato l’anno successivo, miracolosamente intatto. Le sue spoglie traslate nel Duomo di Milano. Bassorilievo nella Chiesa di San Calimero a Milano. Foto di Giovanni Dall’Orto da Wikimedia Commons

Lo stesso Adalberto però e li discendenti suoi non ostante la perdita dei loro dominj conservarono fra le più distinte famiglia milanesi il nome, e la prerogativa di Conti d’Angera, avendosene pubbliche memorie da qualche iscrizione del XV secolo. La capitale del detto Contado perdetta a poco a poco l’antico suo nome, a cui fino dal secolo XII quello d’Angera si trova surrogato. Le discordie poi nate tra gli Arcivescovi, e li Duchi di Milano, e molto più le dissensioni nelle famiglie degli stessi Duchi, e specialmente in quella delli signori Della Torre, furono causa, che fosse assai spesso in contesa il dominio d’Angera, di cui nel secolo XIV gli Arcivescovi trovansi spogliati, rilevandosi dall’accordo seguito in Asti colla mediazione dell’Imperatore Enrico VII, tra Matteo Visconti e l’Arcivescovo Cassone, o Castone della Torre gra le altre cose convenuto anco il rilascio di Angera colla sua corte, e Castellanza, e la promessa di soccorso per ricuperare il castello di Angera, e tutte le ragioni dell’Arcivescovo usurpate da altri, dal che veniva poi la liberazione di Pagano, Adoardo, e Moschino Della Torre, fratelli del dotto Arcivescovo stati arrestati d’ordine di Guido Della Torre altro loro fratello signore di Milano, che prese aveva gelosia dei medesimi, come se copspirassero a  di lui pregiudizio. È in conseguenza di tali contese, e dei successivi cambiamenti, che Angera decadette dell’antica sua possanza, e magnificenza.

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Da: Friedrich e Carolina Lose, Viaggio pittorico e storico ai tre laghi Maggiore, di Lugano e Como, Milano 1818, Milano, Biblioteca Nazionale Braidense.

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