Il paesaggio secondo Edward Lear


Orta 28 September 1837 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear Orta

Epilettico, asmatico, con la vista debole e senza soldi: nonostante queste premesse inizali, Edward Lear, pittore, disegnatore e poeta inglese, viaggiò per tutta la sua vita nelle zone più remote del mondo. Come spesso accade il migliore talento emerge nelle difficoltà. Fra i disegni di Lear, l’Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola è andato alla ricerca di quelli riguardanti le nostre zone. La caccia è stata fortunata e ha prodotto una trentina di carte, che vi presentiamo. Qui sotto un fotogallery per chi ha fretta!  Se invece avete più tempo, potete leggervi tutto l’articolo e scoprire, insieme a noi, chi era Edward Lear. Sarà impossibile non amarlo!

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Edward Lear a 9 anni, ritratto dalla sorella Ann, su uno sfondo mediterraneo ideale, con lago e tempietto romano. Foto di Stephen A’Court. Da A never-before-seen portrait of Edward Lear

Nato nel 1812 a Highgate, Edward era il secondogenito dei ventuno figli di Jeremiah, agente di borsa e di Ann. Quando il piccolo aveva quattro anni la famiglia cadde in povertà e venne mandato via da casa insieme alla sorella ventunenne Ann. Il primo attacco di quello che lui chiamò il ‘demone’, ovvero l’epilessia, avvenne quando lui aveva cinque o sei anni e da lì scaturirono quelli che Edward chiamava i ‘morbosi’, cioè improvvisi sbalzi d’umore, inframmezzati da acuta depressione. Le sorelle Ann e Sarah gli impartitono i rudimenti dell’educazione scolastica, gli recitarono i versi dei poeti romantici e gli insegnarono a disegnare. Aveva una grande e ovvia passione per Turner e annotava nel suo diario: “Depresso come sono … la gloria e la bellezza dei suoi dipinti mi deprimono ancora di più”. Lear aveva un viso tondo, con una fronte ampia, occhi grandi e attentissimi, un naso importante e una bocca ben disegnata.

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La prima commissione artistica di Edward Lear fu per un libro sui pappagalli, lavoro che svolse con un buonissimo esito, tenendo conto che allora solo vent’anni. Qui sopra uno studio per testa di pappagallo, Ara Macao rossa e gialla, matita e acquarello, Cambridge, Houghton Library

Macrocercus aracanga, da Illustrations of the family of Psittacidae, or parrots: the greater part of them species hitherto unfigured, containing forty-two lithographic plates, drawn from life, and on stone, 1832. Da University of Wisconsin, Digital Library for the Decorative Arts and Material Culture

Nel 1830 ebbe la sia prima commissione: disegnare pappagalli e ci riuscì assai bene. Le illustrazioni gli assicurarono un’ottima reputazione come disegnatore specializzato in ornitologia e fu subito nominato membro associato della Linnean Society. Un anno dopo iniziò una collaborazione con John Gould per la redazione di The Birds of Europe, un opera in cinque volumi, che lo portò in Olanda e in Germania.

Willow Ptarmigan, Lagopus Saliceti

Edward Lear, Pernice bianca nordica, da E. Lear, John ed Elizabeth Gould, The Birds of Europe, 1832-37. Fonte: gallica.fr

Purple Heron, ardea purpurea

Edward Lear, Airone rosso, da E. Lear, John ed Elizabeth Gould, The Birds of Europe, 1832-37. Fonte: gallica.fr

Nel 1836, dopo un soggiorno in Irlanda, Lear pensò di diventare paesaggista e nel ’37 accettò con entusiasmo un finanziamento del suo mecenate Edward Smith Stanley, tredicesimo conte di Derby, per andare all’estero. Lasciò l’Inghilterra in estate e, dopo esser passato anche dal Lago Maggiore, arrivò a Firenze. In una lettera alla sorella Ann del 3 Novembre 1837, Lear descriveva i suo meraviglioso tran-tran. Era entusiasta, anche perché aveva già trovato cinque alunni e scriveva ad Ann: Il you look at Claude’s pictures you can exactly understand the scenery – for it is just like it (se guardi i quadri di Claude Lorrain puoi esattamente capire com’è il paesaggio – perchè è proprio così). Si stabilì a Roma dall’inverno, dove trovò una casa e bottega in via del Babuino, e scelse la città eterna come base per i suoi lunghi viaggi in giro per l’Italia.

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Lear, oltre che dal paesaggio italiano, è affascinato dai costumi. Qui un acquarello cu carta color crema raffigurante un nativo italiano con la cornamusa. Cambridge, Houghton Library

In una lettera alla sorella Ann inviata da Firenze il 3 Novembre 1837, Lear descrive i suo meraviglioso tran-tran. Per viaggiare sui laghi aveva lasciato a Milano i suoi bauli pesanti e portava soltanto uno zaino di tela e il taccuino per disegnare. Con la lingua se la cavava: ho già sufficiente maestria per ottenere tutto ciò che voglio. Ma nessuna descrizione puà darti un’idea dell’orrore che mi suscitano le locande italiane; ora mi sono abituato, ma all’inzio io trovavo abominevoli le enormi stanze congelate – i pavimenti di pietra – le finestre aperte – i lunghi corridoi. A ripagare tanto disagio c’è il paesaggio: As for the scenery – it was quite beyond anything I had seen (per quanto riguarda il panorama era molto meglio di qualsiasi luogo avessi visto prima) e… le castagne arrosto: qui sono deliziose. Le mangio continuamente perché con solo mezzo penny se ne comprano 40 calde e fumanti!!

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Il 1837 fu un anno chiave per la formazione di Edward Lear: decise di diventare paesaggista, lasciò l’Inghilterra e partì per l’Italia. In alto: La piazza del mercato, 1838, acquarello, Christie’s

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Edward Lear nel Luglio del 1840 in un ritratto giovanile di Wilhelm Nicolai Marstrand, un artista danese, che con Lear condivise i primi anni a Roma, dal ’37, London, National Portrait Gallery

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Una  mappa del Lago di Como, con i luoghi visitati, redatta da Lear nel 1837, e inviata alla sorella

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Civita Castellana, uno dei luoghi preferiti dagli artisti stranieri residenti a Roma, dipinta da Edward Lear nel 1844, olio su tela, Denver Art Museum, foto di Jeff Wells

I primi anni furono i migliori e i più stimolanti: in buona salute e circondato dalla comunità artistica internazionale,  di stanza a Roma, intorno a Piazza di Spagna. Uno dei suoi amici fu lo studente danese Wilhelm Marstrand, con cui Lear visitò l’Umbria e che, nel 1840, in partenza per la Danimarca, fece un ritratto a matita dell’amico. Salvo per qualche breve ritorno in Inghilterra, Lear visse sempre all’estero, viaggiando lungo le coste del Mediterraneo, in Egitto e in India. Il suo Grand Tour lo portò attraverso l’Italia, dove restò fino al 1841, quando, al ritorno in patria, pubblicò il suo libro Views of Rome and its enviroment.

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Edward Lear, Il tempio di Bassae nel Peloponneso, 1854-55, Cambridge, Fitzwilliam Museum

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward LearGreek Woodcutter, June 13, 1856

Edward Lear, Taglialegna greco, 13 Giugno 1856, acquarello e inchiostro su matita su carta beige, New Haven, Connecticut, Yale Center for British Art

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear Nuneham, 1860

Edward Lear, Nuneham, 1860, olio su tela, Denver, The Berger Collection at Denver Art Museum. Commissionato dall’amica e mecenate, la contessa di Waldegrave, il quadro raffigura la tenuta di campagna di Nuneham in Oxfordshire ed è una delle poche opere di Lear dedicate alla sua terra natia. Quando Lady Waldegrave cercò di invitarlo nella sua casa per finire il dipinto, Lear rispose: Io sono più o meno e necessariamente spiacevole e assente. Alla domanda se preferisco caffè o te potrei rispondere ‘un albero di olmo e un ponte’!

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear View of Florence from Villa Petraja 1861

Edward Lear, Vista di Firenze da Villa Petraja, olio su tela, 1861, Christie’s, 17 Giugno 2014. Anche questo dipinto fu commissionato a Lear da Lady  Waldegrave. In questo momento, scriveva Lear a un’amico il 29 Agosto 1861, lavoro ferocemente alla Petraja e devo dire che promette bene. Ieri ho lavorato tutto il giorno ai grandi limoni nei vasi e oggi dovrò giocherellare per ora sulle case. Nessuna attività è più scioccante per me, per il mio corpo e per i miei arti, che stare ore immobile cone un gorilla pietrificato. La mia mano nel frattempo becchetta millioni di pallini, mentre la mia mente si arrovella in tutti i momenti di questo faticoso impegno. Alla fine di Settembre era a buon punto e il 12 Ottobre il quadro era finito.

Innamorato della luce del sud, Lear viaggiò per altri quattro anni, producendo disegni per i due volumi di Illustrated Excursions of Italy, e sempre nel 1846, uscì il primo A Book of Nonsense, con lo pseudonimo di Derry Down Derry. In quell’occasione Lear fu invitato a corte per dare dodici lezioni di disegno alla regina Vittoria, che lo stimava molto. Lear la guardò dritta negli occhi e si pose davanti a lei, fatto che costituì un grave violazione alla rigida etichetta, così non fu più richiamato.

Il disegno sul frontespizio del primo Book of Nonsense di Edward Lear, che lo pubblicò con lo pseudonimo di Derry Down Derry

Il disegno sul frontespizio del primo Book of Nonsense di Edward Lear, che lo pubblicò con lo pseudonimo di Derry Down Derry, London. Edizone colorata a mano, London, Frederick Warne and Co. New York Scribner & Co. circa, 1866. In vendita su Abebooks

Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear Photograph by Stephen A’Court

Una foto di Edward Lear negli anni Quaranta, da  A never-before-seen portrait of Edward Lear

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Nel 1846 Lear fu invitato a corte per dare lezioni d’arte alla regina Vittoria, che disegnava da quando aveva otto anni. Innavvertitamente Lear violò la rigida etichetta e non fu più richiamato

 Search the Collection Title Creator Acquirer Date Materials Object Category Object Type Reference Search all records Search records with images only Help | Hide Advanced Search Click image to zoom Download this image Royal Collection Trust/© Her Majesty Queen Elizabeth II 2014  Todd-White Art Photography

Nel corso della sua vita la regina riempì tantissimi taccuini di disegni e acquarelli: paesaggi, parenti, amici o di persone incontrate durante i suoi viaggi. Nel 1897 giunse a Baveno e malgrado il tempo inclemente, Vittoria uscì spesso e visitò le località più famose Lago. Qui sopra un suo acquarello con la vista dell’Isola Bella e di Stresa da Villa Clara a Baveno.
Royal Collection Trust/© Her Majesty Queen Elizabeth II 2014, Todd-White Art Photography

I disegni di Lear eseguiti sul Lago Maggiore e sul Lago d’Orta sono riconducibili a due soggiorni, a distanza di trent’anni l’uno dall’altro. La prima visita dura tre giorni, dal 26 al 29 Settembre 1837. Dopo essersi fermato in Svizzera a Sion il 16 Settembre, Lear arriva sul Lago dal passo del Sempione.

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Il villaggio di Simplon in Svizzera, in un disegno di Lear eseguito nel Settembre del 1837, prima di arrivare a Domodossola. Matita grafite e inchiostro bianco su carta grigia, London, Guy Pepiatt Fine Art Gallery

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Edward Lear, Isola di San Giulio, inchiostro, matita e bianco di Cina su carta azzurrina. Datato al Lear al 1842, il disegno è in realtà ascrivibile al 1837. Cambridge, Houghton Library

Edward Lear, 1812-1888, British, St. Giulio, Orta, 26 September 1837, 1837, Graphite with stumping and white gouache on moderately thick, moderately textured, gray-green wove paper, Yale Center for British Art, Gift of Donald C

Gli edifici sull’acqua dell’Isola di San Giulio sul Lago d’Orta il 26 Settembre 1837. Matita grafite, carboncino, tempera bianca su carta grigio-verde. New Haven, Yale Center for British Art

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Risale al settembre del 1837 questa rara veduta di Omegna di Edward Lear

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Lear esegue il 26 Settembre 1837 un dettagliato disegno di Feriolo sul Lago Maggiore. Matita grafite e bianco di Cina su carta grigia, Cambridge, Houghton Library

Il 26 è a Orta, dove fissa il mercato cittadino, con il broletto, le bancarelle e le persone. A questo periodo sono ascrivibili, a nostro parere, anche il disegno relativo all’Isola di San Giulio, datato da Lear 1842, ma assimilabile a quelli del ’37 , e quello di Omegna. Sempre il 26 firma un disegno di Feriolo.

Lac Maggiore 28. Sept 1837 Guy Pepiatt Fine Art Lonodn Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

L’Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore il 28 Settembre 1837, London, Guy Pepiatt Art Gallery

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Uno dei disegni eseguiti da Lear il 28 Settembre 1837, con figure femminili. Al centro, su un lago placido, l’Isola dei Pescatori e a destra l’Isola Bella, vista da un punto prima di Stresa, all’altezza di Villa Pallavicino. Grafite e bianco di Cina su carta grigia, Cambridge, Houghton Library

Isola Bella, Lago Maggiore, Lago Maggiore Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear 1839 Cleveland

La seconda veduta è molto simile alla precedente, eccetto una nuvola al carboncino e altre due donnine appena arrivate. Grafite e bianco di Cina, Cleveland, Cleveland Museum of Art

ARONA. 29 September [1837] Graphite and Chinese white on gray paper. 16.7 x 25.3 cm.(corners cut). Inscribed, bottom right:"Arona.29.Sept."Provenance: Field (Northbrook)Call number/location: MS Typ 55.26 NI.L1b

Un bellissimo disegno di Arona con, sulla destra, il palazzo dell’Hotel Royale d’Italie et Poste, che poi diventerà la Scuola delle Marcelline, il corso, e Casa Introinni, che successivamente sarà il Ristorante e Albergo Al Giardino, eseguito da Edward Lear il 29 Settembe 1837, prima di partire per il Lago di Como. Grafite e bianco di Cina su carta grigia, Cambridge, Houghton Library

Milan Cathedral 4 Oct 1837 Government Art Collection Roma British Emabassy Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

Dopo aver trascorso alcuni giorni sul Lago di Como, Lear arriva a Milano e, il 4 Ottobre 1837, disegna la cattedrale e la Piazza del Duomo, con il Coperto dei Figini sulla sinistra e il Rebecchino sulla destra. La veduta è animatissima, da persone, soldati e prelati. Matita, gessetto, inchiostro e bianco di Cina su carta grigia, Government Art Collection, Roma, Ambasciata Britannica

MILAN: S. AMBROGIO. 24 October 1837. Graphite and Chinese white on gray paper.25.5 x 36 cm.(corners cut). Inscribed, upper right: "Milano/24th Octobr 1837;" bottom left: "S. Ambrogio/Milano.1837."Provenance: Field (Northbrook)Call number/location: MS Typ 55.26 NI.L1

Nel catalogo della Houghton Library di Cambridge il disegno, a grafite e bianco di Cina, è indicato come Sant’Ambrogio: così recita la scritta in basso a sinistra, che infatti non è la grafia di Lear. Si tratta invece dell’abside della basilica di San Lorenzo, ritratta da il 24 Ottobre 1837

Il 28 Settembre l’artista fa una vista dell’Isola dei Pescatori e altre due dell’Isola Bella dalla strada del Sempione, prima del porto di Stresa e, il giorno dopo, un bellissimo disegno di Arona, con il corso, e i due palazzi, che sarebbero diventati l’Hotel d’Italie e Poste e il Giardino, allora Casa Introini. Dal Lago Maggiore Lear si sposta sul Lago di Como e arriva a Milano il 24 Ottobre, dove esegue due vedute, una del Duomo e l’altra di San Lorenzo.

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Una fotografia di Edward Lear a cinquant’anni circa, negli anni Sessanta, decennio in cui fece ritorno sul Lago Maggiore, da A never-before-seen portrait of Edward Lear

LAGO MAGGIORE: ISOLA PESCATORE. 31 May 1867. (205)Watercolor, sepia ink and Chinese white over graphite on gray paper. 36.7 x 54.4 cm.Inscribed, bottom left: "Lago Maggiore/Isola Pescatore/May 31 AM 11 & PM 2/1867;" bottom right: "[Greek]/(205)." Notes: "Pallanza cape" "wood" "green" "silver blue" "dark" "black/&/gray."Provenance: FieldCall number/location: MS Typ 55.26 Oversize Box 2Bibliographic references: ELOMS 357; GOODEN AND FOX 88.

Il 31 Maggio del 1867, trent’anni dopo il primo soggiorno, Lear è di nuovo sul Lago e ritorna sui temi già affrontati, come l’Isola dei Pescatori vista da Baveno. Sul foglio segna anche le ore in cui ha lavorato: le 11 della mattina e le due del pomeriggio e indicazioni geografiche (capo di Pallanza) e i colori, come legno, verde, blu argentato, nero e grigio, oltre a una scritta in greco. Acquarello, inchiostro seppia e bianco di Cina su carta grigia. Cambridge, Houghton Library

Fino alla fine degli anni Quaranta, Lear fece continui soggiorni all’estero. Nel 1866, a causa della terribile umidità che pativa in Inghilterra e peggiorava la sua precaria salute, pensò di passare l’inverno in Egitto, dove navigò sul Nilo. Dopo aver visitato Gaza e Gerusalemme, Lear raggiunse l’Italia via Ravenna e tornò nella zona dei Laghi. Il secondo insieme dedicato al Verbano e al Cusio è datato 1867, esattamente trent’anni dopo e ritrae i medesimi luoghi. Dal diario possiamo seguire i suoi spostamenti, che Lear annotava con precisione elvetica. Il 29 Maggio si svegliò alle 4 e partì da Laveno c0n il battello a vapore che attraccò a Intra alle 5.35, ma Lear restò sulla barca e scese a Feriolo. Disegnò tutto il giorno e arrivò a Baveno in serata, dove scelse l’Hotel Bellevue, fino al 31. Il 1° Giugno si recò ad Orta, probabilmente passando da Gravellona, e il 3 ripartì per Arona. Il 4 era a Torino per passare dal passo del Moncenisio e da lì raggiungere Londra, dove arrivò l’8 di Giugno.

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A Baveno Lear alloggiò al Bellevue dal 29 Maggio fino al 1° Giugno del ’67, quando partì per Orta

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Il diario di Lear, del Maggio e Giugno 1867, con i giorni passati sul Lago Maggiore e ad Orta

BAVENO. 31 May 1867. (207) Watercolor and sepia ink over graphite on cream paper. 17.5 x 24.9 cm.Inscribed, bottom left: "Baveno. 5.PM.31.May.1867;" bottom right: "(207);" bottom left (not in Lear's handwriting): "#358." Notes: "gray/rock" "fern" "fern."Provenance: FieldCall number/location: MS Typ 55.26 NI.R15Bibliographic references: ELOMS 358.

L’Isola dei Pescatori vista da Baveno, il 31 Maggio 1867 alle 5 del pomeriggio. Acquarello, inchiostro seppia e grafite su carta color crema. Cambridge, Houghton Library

STRESA. 31 May 1867. (201) Watercolor and sepia ink over graphite on cream paper. 11 x 24.9 cm.Inscribed, bottom left: "Stresa. 8.AM. May 31.1867;" bottom right: "(201);" bottom left (not in Lear's handwriting): "#356." Notes: "pale" "less pale" "faint" "pale blu & w" "all pure pale (very) ult & w."Provenance: FieldCall number/location: MS Typ 55.26 NI.R15Bibliographic references: ELOMS 356.

Il Lago dalle alture sopra Stresa alle 8 del mattino, con annotazioni sui toni. Acquarello e inchiostro seppia e grafite su carta color crema. Cambridge, Houghton Library

Lago Maggiore 30 May 1867

Questo disegno del 30 Maggio ritrae le migliori proporzioni del Lago. alle 7.30 del mattino. Acquarello e inchiostro seppia e grafite su carta color crema. Cambridge, Houghton Library

Lago Maggiore Baveno Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear 30 Maggio 1867

Un disegno notturno, illuminato da una luce immaginaria: sono le 3.40 del mattino, la luna è un piccolo spicchio al centro del disegno e così è il paesaggio dalla collina sopra Baveno. Acquarello e inchiostro seppia e grafite su carta color crema. Cambridge, Houghton Library

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La medisima visione il 29 Maggio alle 6.20 del pomeriggio. Evidentemente si tratta di studi per approfondire la composizione e il miglior punto di vista. New Haven, Yale Center for British Art

Lago Maggiore from Baveno 30 May 1867 Christie's 16 Nov 2006Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

Uno dei migliori fogli di questa serie, quasi romantico, datato 30 Maggio 1867 e intitolato Da Baveno. Acquarello, inchiostro, matita su carta color crema, Christie’s 16 Novembre 2006

Lo stile adottato è completamente diverso: i disegni sono colorati, il tratto è veloce e compendiario. Pochi piani verticali e orizzontali creano la composizione, che acquisisce maggiore profondità grazie all’uso di toni insoliti, come il verde acido o il violetto. Dopo il viaggio sul Nilo, Lear desiderava proseguire verso la Palestina, ma poi decise di tornare in Italia e visitò in primavera, dopo essere stato a Ravenna, i Laghi del Nord: il Garda, l’Iseo, il Lago di Como, di Varese e il Maggiore. Il 29, 30 e 31 Maggio del ’67 era Stresa e poi a Baveno.

ORTA. 2 June 1867. (225) Watercolor, sepia and blue ink and Chinese white over graphite on tan paper. 34.8 x 53.7 cm.Inscribed, bottom left: "Thunderstorm/6.PM./June.2.1867./Orta;" bottom right: "(225);" bottom right (in violet ink): [Greek, dated "21 (February?) 1868"]. Notes: "dark gray" "V I G 9 4 0 5" "vines & trees" "garden" "garden" "chestnuts" "walls" "all green" "green" "all wood/dark green" "pale/oker/rox" "green" "green" "green wood" "field" "pale blue" "copse" "the hay field" "wood" "field" "red" "copse" "fig" "olive" "vine" "grass" "vine" "Rye. "Provenance: Field (Northbrook)Call number/location: MS Typ 55.26 NI.L12

Tempesta in arrivo sul Lago d’Orta, il 2 Giugno 1867 alle 6 di sera, con indicazioni botaniche (giardino, castagno, grano, fico, olivo, erba, vite), colori e scritta in greco. Al centro la collina con la torre di Buccione. Acquarello, inchiostro seppia, blu, bianco di Cina su carta crema. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Lear giunse sul Lago d’Orta il 1° di Giugno. Il 2, com’era sua abitudine, si svegliò prima dell’alba per catturare i colori migliori e passò la mattinata a camminare, prima di mangiare a Pettenasco, dove fece anche un pisolino fino alle due e mezza. Nel pomeriggio fece altri due schizzi, ma il cielo minacciava un temporale e quindi tornò in albergo.

Omegna, Lago d'Orta 2 Giugno 1867 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

Vista di Omegna alle 8.30 del mattino, 2 Giugno 1867, con annotazioni sul colore. Matita, inchiostro e acquarello. Government Art Collection, Roma, Ambasciata Britannica

LAGO D'ORTA. 1 June 1867. (209) Sepia ink, blue and green wash over graphite on cream paper. 15.5 x 24.8 cm.Inscribed, bottom left: "Lago d'Orta/9.30.June 1.1867;" bottom right: "(209);" bottom left (not in Lear's handwriting): "#359." Notes: "green" "chesnut" "russet" "green slope" "green" "green" "dark green blu" "vines."Provenance: FieldCall number/location: MS Typ 55.26 NI.R15Bibliographic references: ELOMS 359.

Un altro disegno dedicato da Lear ad Omegna, datato 1° Giugno 1867, alle 9.30 del mattino, con le consuete indicazioni sui colori. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Lago d'Orta 1 Giugno 1867  Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear 2

Il Lago d’Orta con l’Isola di San Giulio, Orta e il Sacro Monte, in un foglio datato 1° Giugno 1867, ore 3.30. Lear annota, oltre ai colori, piante ed alberi, anche il clima: very hot. Acquarello, inchiostro seppia, violetto e bianco di Cina su carta grigia. Cambridge, Houghton Library

Lago d'Orta 6.45. AM 2 June 1867 Guy Pepiatt Fine Art London Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

Un altro disegno del Lago d’Orta, 2 Giugno, ore 6.45 del mattino. Lear scrisse, più tardi, 1868 sopra la sua matita. Acquarello, inchiostro seppia e nero. London, Guy Pepiatt Fine Art Gallery

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Lo stesso giorno si fermò a Pettenasco, dove pranzò e fece un pisolino. Nel pomeriggio eseguì quattro disegni, prima di riparare in albergo per un temporale. Aquarello, inchiostro marrone e grafire su carra crema. Hew Haven, Yale Center for British Art, foto di Bernie C. Staggers

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Un altro disegno di Pettenasco, eseguito dopo il precdente: uno studio sul rapporto tra il primo piano e il lago. Hew Haven, Yale Center for British Art, foto di Bernie C. Staggers

Lago d'Orta Pettenasco 4 June 1867 Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola Edward Lear

Dieci minuti dopo, alle 4.15 del 2 Giugno 1867 a Pettenasco, l’artista arretra verso l’interno e fa un nuovo disegno, come se fosse seduto per terra, in mezzo al vigneto. Acquarello, inchiostro marrone e matita. New Haven, Yale Center for British Art, foto di Bernie C. Staggers

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L’ultima visione di Lear a Pettenasco, alle 4.20 del pomeriggio. Acquarello, inchiostro marrone su grafite, carta color crema. New Haven, Yale Center for British Art, foto di Bernie C. Staggers

Lettered by the artist "A. B. C. D." Accompanied by the author’s explanatory note on the same writing paper, in pen and brown ink, "Scene from the New Drama of the "Middle Ravine" / Place, Corfu. Time.5. P.M.March 13th 1864 / Scene, a Nollive Wood: - 4 hands discovered from / behind a Nollive tree - persons belonging to the hands / unseen. An aged and obese Landscape painter observing / the 4 hands. A vast Multitewd looking on. A Julus on the / ground. / A. The 4 hands. / B the aged & obese Londscapepainter. / C. The domestic and tranquil Julus D The Multitewd. / Curtain rises to Sloe and Blackthorn melody: voices / heard singing, Flee-flee to the mountains - flee! / Chorus. FLEE!!!" the aged & obese Londscapepainter

Un buffo autoritratto di Edward Lear, in una delle sue filastrocche illustrate, ovvero scena da The New Drama of the ‘Middle Ravine’. Il disegno è accompagnato da un foglio di spiegazione: Luogo Corfù, 5 del pomeriggio. 13 marzo 1864. Scena: un bosco di olivi – 4 mani scoperte dietro il tronco (A) – persone appartenti alle mani, non avvistate – Un vecchio e obeso pittore di paesaggio mentre osserve le 4 mani (B). Un grande moltitudine osserva l’evento (D) – Un millepiedi in terra (C). New York, The Morgan Libary and Museum, Department of Drawings and Prints

A questo stupefacente ometto non bastava essere soltanto un prolifico artista, ma fu anche poeta di successo. La squisita ironia britannica di Edward Lear si rivelò nei libri, da lui stesso illustrati, di limericks e nonsense, ovvero filastrocche e freddure. Sono innumerevoli e spesso intraducibili le sue brevi storielle dedicate a personaggi surreali, come la donna con il naso troppo lungo o l’uomo che voleva uccidere una pulce con un’ascia. Uno dei suoi racconti più famosi è The Owl and the Pussycat. Tra le tante filastrocche ve ne sono parecchie con personaggi italiani, come C’era un vecchietto di Aosta. Aveva una mucca che s’era nascosta. Ma gli dissero non vedete?. E salita su un abete!. Oh vecchietto invidioso di Aosta. E ancora: C’ era un vecchio del Vesuvio. Che leggeva il suo Vitruvio. Quando le fiamme bruciarono il volum. Lui si attaccò alla bottiglia del Rum. quel morboso vecchietto del Vesuvio, e così via per il uomo degli Abruzzi, la ragazza di Lucca, un vecchio signore di Puglia, una signorina di Parma.

The Adventures of Mr. Lear, the Polly and the Pusseybite on their way to the Ritertitle Mountains Aug. 23, 1866. 1, Upper Hyde Park Gardens Mr. Lear goes out a walking with Polly and the Pusseybite.

Un divertente esempio delle storielle illustrate di Edward Lear è The Adventures of Mr. Lear, the Polly and the Pusseybite on their way to the Ritertitle Mountains, scritta il 23 Agosto 1866 negli Upper Hyde Park Gardens e conservata a Cambridge, Harvard University, Houghton Library       1 – Mr Lear esce per una passeggiata con Polly e Pusseybite; Mr Lear, Polly e Pusseybite, sentendosi stanchi, si siedono su un muretto per riposare…

The adventures of Mr. Lear & the Polly Pussey Bite on their way to the Ritertitle mountains 2

2 – Mr Lear, Polly e Pusseybite entrano in un negozio per comprare un ombrello, perché sta per iniziare a piovere. Dopo aver acquistato gli ombrelli, continuano la loro passeggiata

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3 – Mr Lear, Polly e Pusseybite arrivano ad un ponte, ma essendo rotto, loro non sanno che cosa fare. Mr Lear, Polly e Pusseybite cadono tutti insieme nel fiume ruggente e si bagnano abbastanza… Qui manca una pagina del manoscritto

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5 – Mr Lear, Polly è Pusseybite proseguono il loro viaggio in una comoda barca. Mr Lear, Polly e Pusseybite cadono per caso in una cascata inaspettata e si scompongono in tanti pezzetti… Qui manca una pagina del manoscritto

The adventures of Mr. Lear & the Polly Pussey Bite on their way to the Ritertitle mountains 5

7 – I venerabili Gebusei riattaccano i resti di Mr Lear, di Polly e di Pusseybite, ma non riescono a ricostruirli perfettamente come tre individui separati…

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8 – Mr Lear e Pusseybite e Pollygatto e i due Gebusei e i carciofi di Gerusalemme e i tagliaostriche ottagonali cadono tutti insieme in un buco profondo e non si sono mai più più visti o riconosciuti né si ha mai più avuto loro notizie

Mettero’ Lear in prima fila nella lista dei miei cento scrittori preferiti, scrisse John Ruskin sulla “Pall Mall Gazette” nel 1886. Lear, che si divertiva come un matto giocare con le parole, si presentava con i seguenti nomi: “Mr Abebika kratoponoko Prizzikalo Kattefello Ablegorabalus Ableborinto phashyph” oppure  “Chakonoton the Cozovex Dossi Fossi Sini Tomentilla Coronilla Polentilla Battledore & Shuttlecock Derry down Derry Dumps”.

The absolutely abstemious ass

Da Edward Lear, More Nonsense Pictures, Rhymes Botany & c, London, 1872, un libro che contiene  rime che disegni di botanica e ventisei personaggi a formare un alfabeto. Questa è la lettera A: L’Asino assolutamente astemio, che viveva in una botte e si nutriva di acqua di seltz e di cetrioli sottaceto. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Manypeeplia upsidownia

La pianta Manypeeplia Upsidownia. Il nome è una parodia della tassonomia latina di Linneo, che Lear conosceva bene, traducibile, in qualche modo, con pianta dalle moltepersone atestaingiù, Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Discovery of a large moth

Un altro disegno di Edward Lear, questa volta un po’ inquietante: Scoperta di una grande farfalla notturna. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

This jolly sketch, in the manner of his comic illustrations, records an incident on a journey through Italy with his servant Giorgio Kokoli ('K'). This is one of twenty-one from the series in the British Museum's collections; they picture the mundane frustrations of the traveller with whimsical humour. [I'm not so sure the journey was with Giorgio — Marco] Compass — thebritishmuseum.ac.uk

Edward Lear si disegna ancora in uno schizzo, copiando il suo stesso stile comico e registra un incidente accaduto durante un viaggio in Italia con l’amico Charles Knight (K): K. e L. attraversano Casape & Poli ritornando da Gallicano a Lagardo. L è disturbato dalla presenza di tante e grandi mosche, London, The British Museum. In realtà il nome esatto è Zagarolo!

Pare curioso che Lear sia stato sul lago d’Orta, proprio ad Omegna, dove il 20 Ottobre nacque Gianni Rodari. L’autore italiano può essere avvicinato a Lear nell’amore comune per sperimentazione linguistica. La modernità delle rime di Lear, che con Lewis Carrol fu pioniere del genere nonsense, piaceva moltissimo anche a John Lennon, lui stesso autore di limericks, che lo cita nella canzone Paperback’s Writer: Paper back writer (paperback writer) / Dear Sir or Madam, will you read my book? / It took me years to write, will you take a look? / It’s based on a novel by a man named Lear /And I need a job, so I want to be a paperback writer, Paperback writer…

La cantante folk Nathalie Merchant, che ha dedicato il suo doppio concept album Leave Your Sleep del 2010 a poesie e filastrocche. Per cinque anni la Merchant si è inabissata nella lettura di filastrocche per bambini e ne ha poi ha scritto la musica, assieme a 130 musicisti. Una delle canzoni più riuscite è Calico Pie, tratta dal testo originale di Lear. Sotto il disegno di Lear un video con la canzone di Nathalie Merchant, animata con le stesse immagini disegnate da Lear.

A nonsense poem, with drawings

Il manoscritto di Edward Lear di Calico Pie, una poesia senza senso, con testo e disegni. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

 

Nel 1866 Lear pensò anche di prendere in moglie e scelse Augusta ‘Gussie’ Bethell di Londra, la figlia di un suo amico, che conosceva fin dagli anni Quaranta, quando lei era ancora una bambina. Poco saggiamente Lear chiese consiglio alla sorella di lei, Emma, che lo scoraggiò con fermezza, e quindi non osò farsi avanti con ‘Gussie’, che probabilmente avrebbe accettato la proposta di matrimonio. Dopo aver pubblicato, nel ’69, il Journal of a Landscape Painter in Corsica, frutto di quattro viaggi nell’isola, Lear decise, nel 1870, di stabilirsi a Sanremo. Constatato che davanti a villa Emily, la casa in cui viveva, avevano costruito un grande albergo e che gli toglieva il panorama, l’artista fuggì in Brianza. L’uggioso clima lombardo lo angustiava e tornò a Sanremo, dove comprò un terreno sul mare e vi fece costruì una nuova casa, che chiamò Villa Tennyson, in omaggio al suo poeta preferito Alfred Tennyson.

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Villa Emily a Sanremo fu la prima casa di Lear, dopo una vita dedicata ai viaggi e all’arte. Quando davanti alla casa fu costruito un grande albergo, che gli ostruiva la vista verso il mare, Lear comprò un terreno e vi fece costruire nuova casa, Villa Tennsyon, identica alla precedente. In questo modo il suo amato gatto Foss non sarebbe stato disorientato dal cambiamento. Fonte: Edward Lear in Sanremo

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Lear non si sposò mai. Aveva pensato di chiedere la mano ad Augusta ‘Gussie’ Bethell, ma cambiò subito idea. Dal 1870 scelse Sanremo come sua residenza fissa. Nella foto Lear il 27 Ottobre 1862, in una carte de visite di McLean, Melhuish & Haes, London, National Portrait Gallery

Lear trascorse la sua vita prevelentemente in solitudine, con pochi cari amici, come Franklin Lushington e Giorgio Kokali, un cuoco albanese che, secondo Lear, non sapeva affatto cucinare! Un altro amico fidato fu il gatto Foss, o in greco Phos (Luce), “compagno delle mie giornate“, un felino sovrappeso con la coda mozzata, non proprio grazioso, ma molto amato dal suo padrone e che fu spesso immortalato nei suoi disegni. Quando l’artista costruì la sua nuova casa si preoccupò di farla uguale alla precedente, così che Foss non si sentisse disorientato. Il micione morì nel Novembre del 1887 e fu seppellito, con una degna cerimonia, nel giardino di casa.

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Il ritratto ufficiale di Foss del 15 Luglio 1875. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Edward Lear Cat Foss Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola fosscouchant

Il gatto Foss accucciato in un disegno di Edward Lear

Edward Lear Cat Foss Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola

Foss illustra la lettera C dell’Alfabeto senza senso di Edward Lear: C era un gatto amabile; i suoi occhi erao grandi e chiari; e sul sul suo dorso aveva delle strisce e altre sulle coda

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Foss che danza in uno schizzo di Edward Lear

Edward Lear Cat Foss Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola 73andahalf

Un doppio ritratto, a sigillo del grande affetto che Lear aveva per il suo gatto: l’artista si disegna anziano e con il bastone, a 73 anni e mezzo, insieme a Foss,  compagno quadrupede, di 16 anni. Foss morì nel 1887 e fu seppellito, con una degna cerimonia, nel giardino di Villa Tennyson

Dopo una lunga malattia al cuore, che lo affliggeva fin dal 1870, Lear morì nella sua villa il 29 Gennaio 1888, assistito soltanto dalla Signora Hassall, la moglie del suo medico e fu seppellito al Cimitero munumentale della Foce a San Remo, di fianco a Giorgio KoKali, morto qualche anno prima. Sulla sua tomba i versi dell’amato Tennyson dedicati al Monte Tomohrit in Albania:

With such a pencil, such a pen. / You shadow forth to distant men, / I read and felt that I was there (Con tale matita e tale penna / hai tratteggiato bei paesi lontani / che quando ti leggo mi pare di esserci stato).

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Edward Lear morì il 29 Gennaio 1888, dopo una lunga malattia al cuore. Fu seppellito nel Cimitero della Foce di Sanremo. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

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Il Monte Tomahrit in Albania, in un dipinto di Edward Lear. Sulla lapide della tomba di Lear è scritta la poesia di Alfred Tennyson, il suo poeta preferito, intitolata a questo luogo

La casa di Lear, Villa Tennyson, fu demolita qualche anno dopo la sua morte e al suo posto fu costruito l’Hotel Royal. Com’è riferito in questo articolo, su Edward Lear in Sanremo, la tomba di Foss dovrebbe essere sotto la piscina dell’albergo, disegnata da Gio Ponti.

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I disegni di Edward Lear alla Houghton Library di Harvard

Edward Lear, Una vista della pineta sopra Cannes, 1869, aquarello, New Haven, Yale Center for British Art. Più di tremila disegni di Lear sono visibili online nella collezione dei Edward Lear landscape drawings, creata dalla Houghton Library, una biblioteca della Harvard University

Edward Lear, Una vista della pineta sopra Cannes, 1869, acquarello, New Haven, Yale Center for British Art. Più di tremila disegni di Lear sono visibili online nella collezione dedicata  ai suoi disegni di paesaggis, creata dalla Houghton Library, una biblioteca della Harvard University

Per decenni Lear registrò paesaggi, edifici, persone e animali sui suoi taccuini. Creò probabilmente la quantità impressionante di 10.000 disegni. La Biblioteca Houghton dell’Università di Cambridge, in Massachussets, custodisce 3529 disegni di questo instancabile artista, realizzati dal 1834 al 1884, giunti tramite la preziosa donazione di W.B.O. Fields, nei loro armadi di legno originali costruiti da Lear. Ma non è necessario fare un viaggio fino in America per vederli! La collezione è online (Edward Lear landscape drawings collection), grazie a un lavoro certosino, durato due anni, intrapreso da un gruppo di quattro donne: Nancy Finlay, allora assistente curatrice del dipartimento delle stampe e di arti grafiche, Caroline Duroselle-Melish, assistente curatrice, Susan Pyzynski, vice bibliotecaria e Emilie Hardman, del Public Services. Il servizio di riproduzione delle immagini della Harvard College Library ha eseguito le scansioni in altissima risoluzione. Si tratta di uno straordinario servizio gratuito, nella logica filantropica delle università statunitensi e che sarebbe auspicabile adottare anche in Italia.

itle Outside the Walls of Suez, 8:30 a.m., 17 January 1849 (54)Date 1849Medium Watercolor with pen in brown ink over graphite on medium, slightly textured, cream wove paperDimensions Sheet: 7 5/8 x 5 1/16 inches (19.4 x 12.9 cm)Inscription(s)/Marks/Lettering Inscribed with pen in brown ink over graphite, lower left: "8 -/2.a.m. | Jan. 17. | 1849"; in brown ink, center right: "outside the | walls of Suez."; in brown ink over graphite, lower right: "54"; Verso: in graphite, lower center: "D. Gallup"; in graphite, upper right: "41."Credit Line Yale Center for British Art, Gift of Donald C. Gallup, Yale BA 1934, PhD 1939Accession Number B1997.7.54Collection Prints and Drawings

Edward Lear, Fuori dalle mura di Suez, 8.30 del mattino, 17 Gennaio 1849, acquarello con penna e inchiostro marrone sul carta color crema, New Haven, Yale Center for British Art

Dovunque andasse, Lear faceva schizzi del peasaggio, delle specie botaniche, degli edifici antichi e dei costumi. Spesso precisava anche il colore di ogni particolare, come per esempio il tono di verde di un prato o specificava se c’era il sole o la tempesta; annotava poi luogo e data. Il materiale gli serviva per la realizzazione di dipinti a olio. L’archivio della Houghton Library di Harvard, contiene, in quarant’anni di attività artistica, documenti importantissimi per la storia del paesaggio italiano ed europeo.

Il Monte Rosa, visto dal Monte Generoso in Svizzera, il

L’imponenza dei 4000! Il Monte Rosa, visto dal Monte Generoso in Svizzera, il 6 Luglio 1878 alle 8 del mattino. Cambridge, Harvard University, Houghton Library

Per quanto riguarda il Belpaese ci sono tutti i luoghi prediletti del Grand Tour: da nord Milano, i Laghi, ma anche Varese e Varallo, poi Firenze, Roma e la sua campagna, i Colli Albani, Amalfi, Sorrento, per finire con la Sicilia. Inoltre Lear ha fatto disegni dell’Albania, della Grecia, e della Turchia, di paesaggi lunari del medio Oriente e di remoti luoghi in India. Lo stile è quello di un artista con una visione nitida, lenticolare, ma resa vibrante dai toni turneriani, con richiami al cromatismo glaciale di Friedrich. Nonostante la maggior parte dei disegni sia a inchiostro ed aacquarello, con la compendiarietà dello schizzo veloce, i paesaggi non si assomigliano mai tra loro, le piante sono sempre riconoscibili e non mancano dettagli precisi, come le selle dei muli o particolari dei vestiti. Basta farsi un giro virtuale nell’archivio, una risorsa di grandissimo valore, per rischiare di perdersi per mesi, desiderando di aver viaggiato insieme a Lear.

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A Blog of Bosh. The Edward Lear Homepage

A Blog of Bosh marco Graziosi Homepage

A Blog of Bosh, The Edward Lear Homepage, è il blog di Marco Graziosi dedicato a Lear

Per chi volesse approfondire questo artista pieno, dalle tante sfaccettature, può visitare il documentasissimo e raffinato A blog of Bosh. The Edward Lear Homepage, curato dal massimo esperto di Lear, Marco Graziosi, un filologo e traduttore italiano, che sta pubblicando episodi biografici corredate da immagini, le lettere e tutti i diari inediti di Lear.

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Edward Lear in pillole

La vita di Lear è ben riassunta in questo video breve e carino: The life of Edward Lear. Scorrendo, sotto il video, si possono trovare altre informazioni e animazioni sui nonsense e sui limericks. Per comodità qui sotto il link a Youtube:

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In apertura: Lago Maggiore, 28 Settembre 1837, grafite e bianco di Cina su carta grigia, Cambridge, Harvard College Library, Houghton Library.

Per scaricare il pdf dell’articolo clicca qui: Il paesaggio secondo Edward Lear

L’Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola ringrazia: Marco Graziosi per aver inviato la lettera di Lear ad Ann con la mappa del Lago di Como; Celeste Barducci per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook la veduta di Omegna di Edward Lear, perché proprio da lì è partita la nostra ricerca delle visioni di Lear.

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Published in: on 18 novembre 2014 at 0:50  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Bell’articolo! Segnalo solo che la didascalia ad una immagine (edward-lear-mosche,jpg), dovrebbe essere “da Gallicano a Zagarolo” (sono due paesi del Lazio, confinanti, mentre Lagardo non esiste).

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    • Ciao Simone! Grazie per i complimenti. Se vuoi ricevere gli aggiornamenti sulla nostra pagina nella homepage puoi lasciare la tua mail. Abbiamo provveduto a correggere. Magari Lear ha scritto Zagardo perché così in inglese pronuciava Zagarolo….! Chissà! Un caro saluto. Paola Vozza con Marco Casali

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  2. […] if you read Italian you should not miss Paola Vozza’s long post on Il paesaggio secondo Lear, which also has a gallery with several of the landscapes Lear painted of the Italian alpine […]

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  3. Complimenti per l’articolo, Peccato solo che manchi qualsiasi riferimento al viaggio di Lear in Calabria e al suo “diario di un viaggio a piedi”.

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    • Ciao Rosalba! Grazie per il tuo apprezzamento. Noi siamo specializzati nella zona di Verbania e quindi ci siamo limitati ad esaminar l’attività e i viaggi di Edward Lear in questa area geografica. Un caro saluto. Paola Vozza e Marco Casali

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