Il breve viaggio del conte Federico a Macugnaga


B1975.4.1585

di Gino Carrara

Secondo la tradizione, pare che tra i primi a cercare di metter piede su qualche cresta del gruppo (del Monte Rosa) vada annoverato lo stesso Leonardo da Vinci. Anche un esponente della famiglia Borromeo, il conte Federico, cercò di darvi un occhiata. Ma la sua escursione – che porta la data del 1768 – non trovò un ambiente molto propizio.

Jean-Henri Weiss Atlante della Svizzera, Vallese, 1799 particolare della Vall'Anzasca, con Macugnaga e il Monte Rosa. Cliccare sulla mappa per ingrandire

Jean-Henri Weiss, Atlante della Svizzera, Vallese, 1799 particolare della Vall’Anzasca, con il paese di Macugnaga e il Monte Rosa. Cliccare sulla mappa per ingrandire e vederla nel dettaglio

Il nobile, prima di mettersi in viaggio, aveva avuto l’idea di mandare a Macugnaga un messo per avvertire il parroco, in modo che gli preparasse un adeguato alloggio: “Ma tanto il parroco quanto gli altri terrazzani – racconta Enrico Bianchetti – prevedendo che avrebbero dovuto soffrirne aggravi e spese, spaventati dal numero e dalla qualità degli ospiti, stimarono di starsi ben rinchiusi e quieti nelle rispettive case”.

Nicolas Théodore de Saussure, Vue de la vallée Anzasca. Au premier plan, des chèvres, des habitations et un couple de marcheurs. En arrière-plan, les cimes du massif du Mont Rose dominent la composition, da Voyages dans les Alpes : précédés d'un essai sur l'histoire naturelle des environs de Genève, 1779-1796, 31 illustrations, Bibliothèque de Genève

Nicolas Théodore de Saussure (1767-1845) , Vista della Valle Anzasca. In primo piano capre, abitazioni e due persone in cammino. In secondo piaco le cime del Massiccio del Monte Rosa, 1796, stampa, da Voyages dans les Alpes: précédés d’un essai sur l’histoire naturelle des environs de Genève, 1779-1796, Genève, Bibliothèque de Genève

Samuel William King, The Old Church and linden tree Val Macugnaga, 1858, xilografia su legno

Samuel William King, La Chiesa Vecchia e il vecchio tiglio a Macugnaga, 1858, xilografia su legno

In tal modo il Borromeo, quando giunse, si trovò davanti un paese che aveva tutta l’aria d’esser deserto; invano i suoi servi bussarono a tutte le porte; il conte dovette accertare la “dura necessità di rifugiarsi nella chiesa parrocchiale, per fortuna rimasta aperta”, e, seduto in un confessionale, “roso dalla bile, molestato dal freddo e dalla fame” vi rimase sino alle due di notte: a quell’ora, finalmente, si fece vivo il proprietario di “una miserabile osteria per il servizio dei mulattieri” il quale gli offrì ospitalità e “una parca cena”, che naturalmente furono subito accettate “di buon grado”, La mattina dopo il Borromeo se ne tornò a valle “maldicendo in cuor suo la rozza ospitalità di quei montanari”.

Separatore

Tratto da Sul Monte Rosa, di Gino Carrara, in Tra i monti, saggio introduttivo a Vivere nelle Alpi di Pepi Merisio, Bergamo, Bolis, 1979.

In apertura: John Ruskin, Paesaggio montano, Macugnaga, 1845, penna e inchiostro marrone, acquarello marrone su carta giallina, New Haven, Connecticut, Yale Center for British Art, Paul Mellon Collection

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