In viaggio sul Simplon Orient Express § 4


Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini

Foto di Jack Birns – LIFE magazine, 11 Settembre 1950

Il testo è tratto dal sito Retours di Arjan De Boer ed è stato liberamente tradotto in italiano da Paola Vozza

Nel 1950 il fotografo americano Jack Birns viaggiò sul Simplon Orient Express da Londra a Istanbul, incaricato dal settimanale LIFE. Nel numero in edicola l’11 Settembre fu pubblicato il servizio col titolo Life rides the Simplon-Orient Express. Europe’s most famous train has lost its luxury but kept its air of intrigue (LIFE viaggia sul Simplon-Orient Express. Il più famoso treno europeo ha perso il suo fasto, ma conserva la sua atmosfera di mistero).

Per facilitare la lettura l’articolo è stato diviso in quattro parti: Da Londra a Parigi, Dalla Svizzera all’Italia attraverso il tunnel del Sempione, l’Italia, e per ultimo, l’arrivo a Milano.

Separatore piccolo

Un passeggero si affretta per salire sul treno alla stazione di Milano Centrale

Un passeggero si affretta per salire sul treno alla stazione di Milano Centrale

Dopo aver raggiunto Milano, sotto l’enorme tettoia a cinque archi della stazione centrale, il Simplon Orient Express mutava nuovamente vagoni e veniva addiruttura lavato. La gigantesca volta era stata progettata nel 1929 dall’ingegnere Alberto Fava (1877-1952). Con un’area coperta di 6600 metri quadrati è ancora oggi la più grande tettoia ferroviaria in Italia.

L'operazione pulizia del treno era effettuata per la prima volta a Milano dopo la sua partenza da Calais

L’operazione pulizia del treno era effettuata per la prima volta a Milano dopo la sua partenza da Calais

 

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 pulizie

Le carrozze venivano lavate con acqua, sapone e spazzolone

Alla stazione di Milano Jack Birns scattò parecchie fotografie ad un controllore della Wagon-Lits. Era un italiano di 56 anni, si chiamava Alfredo Piccinini ed era in servizio da Calais a Trieste. Aveva un volto particolarmente espressivo che piaceva molto a Birns.

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 7

Il controllore Alfredo Piccinini, sotto la volta di Milano Centrale, intento a controllare i nomi dei passeggeri sul registro

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 2

Il numero identificativo sul colletto serviva ai viaggiatori se avessero dovuto fare un reclamo sulla qualità del servizio

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 4

Lo stemma cucito sulla tasca aveva cinque linee ricamate in oro: una per ogni cinque anni di lavoro per la Wagon-Lits

Piccinini aveva lavorato per la Wagon-Lits per 25 anni, come attestavano le cinque linee ricamate sotto lo stemma cucito sulla tasca della sua divisa. Le uniformi erano di color marrone cioccolato. Sul colletto c’era un numero che poteva essere trascritto dai viaggiatori se avessero avuto la necessità di fare un reclamo.

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 6

Lo sguardo serio di Alfredo Piccinini

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 8

Il controllore italiano in una pausa di riposo. La sua postazione era nel corridoio in un apposito sedile

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 controllore Alfredo Piccinini 5

Il controllore numero 3210, sorride bonariamente a Jack Birns

Ogni vagone letto aveva un controllore dedicato, che dava il benvenuto ai passeggeri, trasformava i sedili in letti alla sera e raccoglieva i documenti di viaggio per i controlli alle dogane. I controllori della Wagon-Lits dovevano parlare tre lingue.

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 vagone ungherese Milano

Un venditore consegna una bibita a un passeggero di una carrozza ungherese

Mentre i passeggeri scendevano dal treno, il corriere diplomatico americano Bill Croasdale scrutava il binario in attesa del viceconsole J. Raymond Baine, che pochi momenti dopo riceverà il pacchetto di documenti dalle mani di Bill.

Milano, il corriere diplomatico Bill Croasdale in attesa di consegnare un pacco di documenti al viceconosole J. Raymond Baine

Il corriere diplomatico Bill Croasdale in attesa di consegnare documenti al vice console J. Raymond Baine

Nel frattempo il treno è quasi pronto per ripartire. Un’altro controllore prende le ultime note su un foglio appoggiato sull’agenda di cuoio.

Simplon Orient Express Milano

Un ultimo sguardo al registro e il treno è in partenza

Non appena suona il fischitto il treno iniziava a muoversi lentamente. Da terra le persone salutavano affettuosamente i passeggeri che si sporgevano dal finestrino. Il Simplon Orient Express continuò il suo viaggio verso Venezia e Trieste, che era città neutrale sotto la protezione delle Nazioni Unite. Da là Birns e Rowan avrebbero proseguito il loro viaggio attraverso la Yugoslavia di Tito e poi la Grecia per arrivare finalmente alla loro ultima destinazione, la Turchia.

Simplon Sempione treno Orient Express 1950 LIFE Photo Jack Birns 1950 Milano prima classe

I passeggeri salutano dalla carrozza di prima classe delle ferrovie francesi, che arriverà fino a Istanbul insieme al vagone letto

Il viaggio di 3000 chilometri fino a Istanbul durava ottanta ore, alla velocità media di 40 chilometri all’ora, per i ritardi che si accumulavano ad ogni confine. In realtà Birns e Rowan frazionarono il viaggio in molte tappe e impiegarono circa due settimane.

Birns e Rowan fotografati insieme durante il viaggio verso la Turchia

Jack Birns, a destra e Roy Rowan, terzo da sinistra, fotografati insieme durante il viaggio verso la Turchia

I due colleghi tornarono a nell’ufficio di LIFE a Roma in aereo nei primi giorni di Maggio del 1950. Sulla rivista furono pubblicate 30 foto su 1750 e l’articolo di Rowan fu riassunto da un redattore. Il servizio e le immagini costituiscono una documentazione unica del leggendario Simplon Orient Express, che fu definitivamente sopresso nel 1962 e sostuito dal Direct Orient Express.

Separatore piccolo

Per facilitare la lettura l’articolo è stato diviso in quattro parti: Da Londra a Parigi, Dalla Svizzera all’Italia attraverso il tunnel del Sempione, l’Italia, e per ultimo, l’arrivo a Milano.

In apertura: il controllore Alfredo Piccinini alla Stazione Centrale di Milano. Foto di Jack Birns/LIFE Magazine.

Separatore piccolo

L’articolo Life rides the Simplon-Orient Express sul numero di LIFE dell’11 Settembre 1950 e, più in basso, la traduzione in italiano. Cliccare sulla copertina per far scorrere l’impaginato.

LIFE viaggia sul Simplon Orient Express. Il più famoso treno europeo ha perso il suo fasto, ma conserva la sua atmosfera di mistero – LIFE, 11 Settembre 1950. Traduzione di Paola Vozza

Per gli amanti del mistero non c’è treno più romantico al mondo dell’Orient Express, che corre da Parigi all’Europa dell’Est. La spia dai capelli bianchi di La Signora Scompare di Alfred Hitchcock viaggiava sull’Orient Express e il delitto di Agatha Christie Omicidio sul vagone per Calais si svolge lì sopra. Il treno si è guadagnato una fama di essere il preferito dei furfanti da romanzo. Ma ci sono, in realtà, buone ragioni per la sua reputazione. Soltanto lo scorso Febbraio, sull’Orient Express vicino a Salisburgo, in Austria, Eugene Karpe, il diplomatico della marina americana amico di Robert Voglere, ha trovato la morte. È caduto o è stato spinto fuori dal treno in circostanze poco chiare. L’Orient Express è diviso in tre parti, Parigi – Varsavia, Parigi – Bucarest e Parigi – Istanbul. Il treno che va a Istabul è chiamato il Simplon Orient Express perché transita nel tunnel del Sempione per superare le Alpi. Gli americani non possono viaggiare su tutta la tratta perché non possono ottenere il visto per la Bulgaria comunista, e le cabine di lusso sono ormai in numero ridotto rispetto agli anni Trenta. Ma, come è raccontato in queste pagine dal fotografo di LIFE Jack Birns e dal corrispondente Roy Rowan, il viaggio è ancora un tragitto affascinante attraverso un mondo segreto di diplomatici e rifugiati e consente uno sguardo unico ai margini della Cortina di Ferro.

Equipaggio e personale cambiano ad ogni confine

Il Simplon Orient Express non è un treno sempre uguale. È un patchwork in continua mutazione con personale caricato da ogni confine che viene attraversato. Entrando in Yugoslavia e Bulgaria il treno si ferma per caricare quasi nessuno dal momento che ci sono pochissimi passeggeri, poi viene attaccata una carrozza di terza classe e anche carri merci per trasportare contadini verso piccole distanze. Da Parigi a Istanbul vengono conservate solo due carrozze, un vagone letto e un vagone di classe mista. Un biglietto di prima classe con la cuccetta costa $185. Il tempo di percorrenza da Parigi a Istabul (1881 miglia) è stato ridotto da poco da 109 a 80 ore, rispetto alle 56 ore impiegate nel 1939 (Il Super Chief copre una distanza maggiore, da Chicago a Los Angeles, in 39 ore e mezza). La Wagon-Lits Co. non solo possiede i vagoni letto, come la Pullman Co. in America, ma anche fa viaggiare il treno. Ciò nonostante non ha un controllo stabile ad est di Trieste. Gli Yugoslavi e i Bulgari gestiscono le loro carrozze ristorante, con disastrosi risultati gastrici. I Bulgari sono anche colpevoli del ritardo che il treno accumula nel suo percorso verso Istanbul. Loro rallentano il treno ad ogni pozza di fango.

I turisti occupano la prima parte del viaggio

Nel suo primo tratto il Simplon Orient Express assomiglia a quello che era prima della guerra. A sette ore da Parigi, il treno, pieno di rumorosi passeggeri che vanno in vacanza in Svizzera e Italia, sfiora le verdi coste del Lago di Ginevra, curvando davanti al castello turrito reso famoso da Byron nel suo Prigioniero di Chillon. Insieme ai vacanzieri ci sono alcuni uomini d’affari, alcuni tetri gentiluomini riconoscibili come diplomatici dal loro cappello di feltro e dalla ventiquattrore, e nervose staffette. In Svizzera, il nostro corrispondente Rowan era seduto vicino a un uomo d’affari belga che era diretto in Yugoslavia. “Presto verificheremo se Monsieur Tito vorrà comprare mattoni!” ha esclamato drammaticamente. Un rappresentante del Dipartimento di Stato americano lo aveva ascoltato. “Io non so molto di affari”, ha detto, “ma tu pui dedurre molte cose a proposito di questi paesi dal cibo e dalle bevande che servono mentre il treno li attraversa. In Francia e in Italia tu trovi vino e birra. Così è la gente lì, leggera e frizzante. Ma in Yugoslavia ricevi quella dinamite liquida che si chiama Rakia. Proprio come gli slavi, molto duri. Loro sono di sicuro i tipi più adatti per comprare mattoni”. Un paio d’ore più tardi, dopo essere passati sotto il tunnel del Sempione, il treno gira verso Trieste. Ora gli sciatori e gli scalatori sono scesi. Restano solo sette passeggeri di prima classe a bordo e l’Orient Express prosegue ondeggiando ed entra nella zona grigia della Guerra Fredda.

Il treno e il paesaggio cambia ad Est di Trieste

In Yugoslavia i sette passeggeri di prima classe erano più in armonia con la romantica fama del treno. Quattro di loro erano staffette diplomatiche, due inglesi diretti a Sofia e due giovani americani, che dovevano portare pacchi di documenti del Dipartimento di Stato a Belgrado. C’era anche una donna misteriosa senza patria con due pellicce e il numero di un campo di concentramento tedesco tatuato sul suo braccio. Anche l’aspetto del paesaggio cambiò improvvisamente. Rowan osservò che “i vagoni di seconda e terza classe si riempirono di contadini e soldati. Mentre il treno sbuffava nella pianura croata, che è divisa in enormi campi collettivi, ho visto parecchi lavoratori giovanissimi al lavoro in appezzamenti delimitati da filo spinato. Sia la terra che le persone avevano un aspetto cupo. Una volta ho salutato un uomo intento a uno scambio di binari che osservava il passaggio del treno. Mi ha guardato furtivamente per essere sicuro che nessuno lo stesse controllando, poi mi ha salutato. Un yugoslavo che l’avevo visto mi ha spiegato: “Questa non è la stagione felice, noi siamo contenti in autunno quando c’è il raccolto”. Il mattino dopo il treno si insinuò in un canyon e arrivò a Dimitrovgrad sul confine bulgaro. Il vagone letto ora conteneva due soldati inglesi e un generale yugoslavo. Privi del visto bulgaro, Birns e Rowan sono scesi dal treno, hanno preso un aereo per la Grecia e sono risaliti sul treno.

Separatore piccolo

 

Annunci
Published in: on 29 febbraio 2016 at 0:11  Lascia un commento  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://archiviodelverbanocusioossola.com/2016/02/29/in-viaggio-sul-simplon-orient-express-4/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: