Quando in montagna si andava in treno


Mottarone Trenino Vetta invernale illustrata

Questa è la storia di una ferrovia dismessa da più di cinquant’anni che resta nel memoria di tanti appassionati del Lago e del Mottarone. Testimoni del trenino che fu sono le numerosissime immagini che abbiamo raccolto, da varie fonti, per illustrare l’articolo.

Per chi ha poco tempo e desidera vedere le foto abbiamo creato uno slide-show, che si attiva cliccando sul tondo più grande qui sotto. Proseguire sotto lo slide-show per chi preferisce leggere tutto il testo.

 

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Mottarone Trenino Schema Una geometrica mappa del Mottarone con il tragitto del trenino

Una geometrica mappa del Mottarone con il tragitto del trenino e il profilo di tutte le cime alpine

Nel 1891 il Consiglio di Stato approvò la concessione per la ferrovia scartamento ridotto con trazione a vapore che avrebbe collegato Stresa alla vetta del Mottarone. Il progetto era del Geometra Tommaso Tadini di Stresa, che l’aveva presentato il 6 Luglio del 1863 nel salone del Grand Hotel et des Iles Borromées, e si ispirava alle ferrovie svizzere del Righi, del Rothorn e del Monte Generoso, ma non si trovavano i fondi necessari. Con lo scavo della galleria del Sempione e l’arrivo della ferrovia a Stresa il Tadini propose di sfruttare le strade esistenti per costruire una ferrovia a cremagliera tipo Strub che sarebbe stata alimentata da corrente alternata trifase.

Una cartolina colorata illustra il percorso della ferrovia da Stresa al Mottarone

Una cartolina colorata illustra il percorso della ferrovia da Stresa al Mottarone. Il percorso fu studiato a tavolino dal geometra Tadini  per consentire la migliore visione dai punti panoramici

Il conte Gilberto Borromeo concesse l'utilizzo dei terreni per l'armamento della ferrovia e fu il primo presdiedente della società

Il conte Gilberto Borromeo Arese concesse l’utilizzo dei terreni per l’armamento della ferrovia e fu il primo presidente della Società Ferrovia Stresa Mottarone

Si era anche pensato di realizzare una diramazione per Gignese e un collegamento con Orta via Armeno, in modo da unire il Lago Maggiore con il Cusio in un percorso panoramico e turistico. Il 4 Luglio del 1909 si giunse all’approvazione governativa della concessione, grazie al Senatore Mangili e alla famiglia Borromeo che mise a disposizione i terreni tra l’Alpino e il Mottarone.

La pubblicazione “Stresa e dintorni” con la notizia dell’inaugurazione, il 1° Giugno 1911

La pubblicazione “Stresa e dintorni” con la notizia dell’inaugurazione, il pimo Giugno 1911

Mottarone Ferrovia Disegno della prima elettromotrice tratta da L'Ingengneria Ferroviaria del 1911 coll A Gamboni

Il disegno della prima elettromotrice della Ferrovia del Mottarone, tratta da “L’Ingegneria Ferroviaria” del 1911, collezione A. Gamboni

La ferrovia fu realizzata con trazione elettrica a corrente continua dalla società Alioth di Basilea, inaugurata il 1 Giugno del 1911 e affidata alla Società Ferrovia Stresa Mottarone (FSM), presieduta dal conte Gilberto Borromeo Arese. Nel 1917 fu riclassificata come tranvia extraurbana per dieci anni e nel 1929 un decreto Regio declassò definitivamente la ferrovia a tranvia extraurbana.

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Un'intrigante atmosfera nevosa conferma ancora una volta la spettacolarità della linea (e anche la fantasia dei fotografi che l'hanno così abbondantemente ritratta

Il trenino in salita procede verso la cima in mezzo alla neve

Il convoglio arrivava a destinazione in un’ora e dieci minuti, percorrendo 10 chilometri e 1180 metri di dislivello, con tratti in pendenza fino al 22%. Il biglietto di andata e ritorno costava 9 lire e valeva 10 giorni. Tre coppie di treni viaggiavano in bassa stagione, mentre in alta raddoppiavano a sei. I treni erano composti da un’automotrice e da un vagone a classe unica che conteneva fino a 110 passeggeri, tra posti a sedere e posti in piedi.

Una visione estiva del treno con il locomotore e la vettura giardinetta con molti passeggeri

Una visione estiva del treno con il locomotore e la vettura “a giardiniera” con molti passeggeri

Il materiale rotabile in dotazione era costituito da cinque elettromotrici gialle costruite e tre carrozze viaggiatori rimorchiate “a giardiniera”, tutte fabbricate dalla Societé Industrielle Suisse di Neuhausen, oltre a quattro carri merci, tre aperti e uno chiuso, una vettura tranviaria utilizzata nel primo periodo per il servizio tra la stazione a lago e la stazione FS.

Il convoglio affrontava tratti particolarmente ripidi che arrivavano al 22% di pendenza

Il convoglio affrontava tratti particolarmente ripidi che arrivavano al 22% di pendenza

Il sistema di trazione era garantito da una cremagliera di tipo Strub, l’alimentazione elettrica da 750V a corrente continua. Durante la notte tutto il materiale era ricoverato nel deposito a Stresa. Nel 1920 la società decise di aggiugere anche un carro speciale per gli sci.

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Le due stazioni di Stresa affiancate: a sinistra quella dei treni e a destra la struttura da cui partiva il treno per il Mottarone

Le due stazioni di Stresa affiancate: a sinistra quella dei treni e a destra la struttura da cui partiva il treno per il Mottarone

La linea partiva Stresa in un edificio di mattoncini, soretto da colonne in ghisa, affiancato alla stazione ferroviaria della linea Milano-Domodossola. Il binario era al coperto sotto una perlinatura in legno.

Due signori e due elettromotrici a Stresa

Una curiosa immagine di due elettromotrici

Mottarone Trenino Stresa Stazione

La stazione per il Mottarone ai primi del Novecento, edificato in un grazioso stile Liberty. Purtroppo è stato abbandonato per decenni, fino al suo definitivo abbattimento nel 2009

Un secondo capolinea era presso l’imbarcadero di Stresa ed era collegato sia alla Stazione FS direttamente verso il Mottarone con un raccordo a triangolo appena fuori dalla cittadina.

Il lungolago di Stresa con l'imbarcadero visto dall'alto. Il trenino è visibile al centro della foto

Il lungolago di Stresa con l’imbarcadero visto dall’alto. Il trenino è visibile al centro della foto

Una cartolina del porto di Stresa in cui è visibile l'insegna della Ferrovia

Una cartolina del porto di Stresa in cui è visibile l’insegna della Ferrovia

Il chiosco vicino all'Imbarcadero dove i passeggeri potevano acquistare i biglietti per il Mottarone

Il chiosco vicino all’Imbarcadero dove i passeggeri potevano acquistare i biglietti per il Mottarone. Dietro il casotto è visibile la pensilina in stile Liberty rimossa negli anni Quaranta perché di intralcio alle comitive

Un'altra immagine del trenino in transito verso il raccordo

Un’altra cartolina in cui si vede il trenino in transito verso il raccordo mentre attraversa la strada

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L'interno della carrozza del treno era in legno scuro con le colonne e i lampadari in ottone. Il soffitto era decorato e non mancavano le pubblicità come quella del cioccolato Zeda

L’interno della carrozza del treno era in legno scuro con le colonne e i lampadari in ottone. Il soffitto era decorato e non mancavano le pubblicità come quella del cioccolato Zeda

La targa attaccata sulla vettura per i passeggeri della Societé Industrielle Suisse di Neuhausen

La vettura per i passeggeri era stata fabbricata dalla Societé Industrielle Suisse di Neuhausen nel cantone svizzero di Schaffausen, come attesta la targa ancora attaccata sulla vettura conservata al Camping Tranquilla di Baveno

Il tragitto del trenino prevedeva nove fermate: Stresa Ferrovia – Stresa Lago – Stresa Triangolo – Vedasco – Vezzo –  Gignese-Levo –  Alpino – Borromeo – Mottarone.

L'orario ufficiale della Ferrovia Stresa Mottarone nel 1935

L’orario ufficiale della Ferrovia Stresa Mottarone per la stagione sciistica 1935-1936

Mottarone Trenino Stresa deposito 4

Le elettromotrici escono dal deposito di Stresa

La prima fermata era presso la stazione dedicata a Stresa

La prima fermata era nella stazione di Stresa

Il trenino in Piazza Marconi nel 1912  sta per imboccare via Principe Tommasp. Sulla destra il monumento a Umberto I

Il trenino in Piazza Marconi nel 1912 sta per imboccare via Principe Tommaso. Sulla destra il monumento a Umberto I

Una bella immagine del trenino in transito a Stresa verso la fermata a Lago

Una bella immagine del trenino in transito a Stresa verso la fermata a Lago. Si può osservare il Ristorante Speranza Pensione che era ancora un edificio a due piani, con un grazioso pergolato e birreria. A destra nella foto il Caffè al Lago. Al suo posto sarebbe poi sorto l’Albergo Milano

Doveva essere una scena epica il passaggio del trenino in via Principe Umberto a Stresa. Nella foto il treno in arrivo dalla stazione dell'Imbarcadero

Doveva essere una scena epica il passaggio del trenino in via Principe Tommaso a Stresa. Nella foto il treno in arrivo dalla stazione dell’Imbarcadero

Il treno in via Principe Tommaso

Il treno in via Principe Tomaso

Due vetture in attesa di passeggeri sul lungolago di Stresa

Due vetture in attesa di passeggeri sul lungolago di Stresa

Una delle inquadrature più diffuse del trenino che svetta sul Golfo Borromeo, in una versione colorata

Una delle inquadrature più diffuse del trenino che svetta sul Golfo Borromeo, in una versione colorata

Un insolita cartolina che mostra il binario a scartamento ridotto della Ferrovia

Un insolita cartolina che mostra il binario a scartamento ridotto della Ferrovia e Stresa sullo sfondo

In questa cartolina è raffigurata la centrale elettrica prima di Gignese che talvolta aveva anche la funzione di deposito

In questa cartolina è raffigurata la centrale elettrica prima di Gignese, in località Panorama, che talvolta aveva anche la funzione di deposito. Nella centrale c’erano tre gruppi trasformatori; ogni gruppo aveva un motore trifase di 200 HP, funzionante a 8000 volts, accoppiato direttamente con giunte elastico ed isolante, ad una generatrice a corrente continua in derivazione di 150 Kw, 750 volts. Nel 1959 Romeo Garboli e altri tecnici della ferrovia decisero saldare tutti i cavallotti di rame che trasmettevano la corrente alla ferrovia, per evitare la dispersione dell’elettricità lungo la linea, che alla sottostazione era di 1000 volt, ma diventava 300/400 verso la cima

Un lungo rettilineo arrivava a Gignese

Percorrendo un lungo rettilineo il treno arrivava a Gignese

La stazione dell'Alpino Fiorente

La stazione dell’Alpino

Una visione più ampia dell'Alpino: a sinistra la stazione, in mezzo una casa, a destra l'Albergo Alpino Fiorente

Una visione più ampia dell’Alpino: a sinistra la stazione, in mezzo una casa, a destra l’Albergo Alpino Fiorente. Inaugurato nel 1910, l’albergo fu minato nel ’43 dai partigiani

La stazione dell'Alpino fu trasformata nell'Albergo Bel Soggiorno

La stazione dell’Alpino fu trasformata, con una ristrutturazione, nell’Albergo Bel Soggiorno. Nella foto anche una bellissima Fiat Topolino Giardinetta

Nella sua ultima tratta il trenino era utilizzato come uno skilift per scendere la Discesa Borromea, mentre la pista facile e pianeggiante era soprannominata il Piano dei Milanesi.

Il trenino sale verso la vetta in una giornata autunnale. Sullo sfondo è visibile il Grand Hotel Mottarone della famiglia Guglielmina

Il trenino sale verso la vetta in una giornata autunnale: la vettura numero 5 e la “giardiniera”. Sullo sfondo è visibile il Grand Hotel Mottarone della famiglia Guglielmina

La penultima fermata era la Borromeo, dove salivano gli sciatori che erano scesi dalla cima

La penultima fermata era la Borromeo, detta anche “Borromea”. Lì salivano gli sciatori che erano scesi dalla Discesa Borromea e utilizzavano il trenino come uno ski-lift

Una rara cartolina che raffigura la vetta del Mottarone con la stazione e il deposito. Manca ancora l'Hotel Eden che verrà costruito a breve

Una rara cartolina che raffigura la vetta del Mottarone con la stazione e il deposito. Manca ancora l’Hotel Eden che verrà costruito a breve

Il convoglio in transito davanti all'Hotel Eden in una foto colorata degli anni Quaranta

Il convoglio in transito davanti all’Hotel Eden in una foto colorata degli anni Quaranta. L’albergo fu fondato da Efisio Bertoletti il 2 Luglio 1921 con 16 camere e 31 letti. Nella foto sulla sinistra il figlio di Efisio, Vittorio, padre degli attuali padroni Fabrizio e Antonella, che con la madre, vivono nella casa sotto l’albergo ed ancora oggi accolgono chi arriva in vetta

 

Ed ecco il treno giunto finalmente alla sua meta: la stazione in vetta

Ed ecco il treno giunto finalmente alla sua meta, ovvero la stazione in vetta, detta anche Mottarone Kulm: un semplice edificio a due piani con bar, terrazza e pergolato, aperto nel 1911. Nella foto, del 1913, sono in posa anche i ferrovieri

Una straordinaria immagine ritrae la gita della Colonna Ciclo Alpina Cusiana di Omegna il 4 Luglio del 1913. La stazione aveva il suo Buffet de la Gare che offriva: Ferro China Bisleri, Acqua di Nocera Umbra, Café au Lait, Cacao, Chocolat e Afternoon Tea

Una straordinaria immagine ritrae la gita della Colonna Ciclo Alpina Cusiana di Omegna il 4 Luglio del 1913. La stazione aveva il suo Buffet de la Gare che offriva: Ferro China Bisleri, Acqua di Nocera Umbra, Café au Lait, Cacao, Chocolat e Afternoon Tea. Collezione Claudio Albertini, Omegna

Il Buffet de La Gare era gestito da Romeo Gigli

Il Buffet de La Gare era gestito dal signor Ruggero Gigli con i prezzi in franchi per i turisti francesi

Un'altra fotografia che ritrae distinti signori e signori in attesa al Caffè della Stazione. Chissà se il Signor Gigli non sia quel signore con i baffi sulla porta?

Un’altra fotografia che ritrae distinti signori e signori in attesa al Caffè della Stazione. Chissà se il Signor Gigli non sia quel signore con i baffi sulla porta?

Una bellissima immagine del treno visto da vicino, carico di materassi e cesti. Collezione E. Zanadda

Una bellissima immagine del treno visto da vicino, carico di materassi e cesti. Collezione E. Zanadda

La stazione fu presto riprogettata: fu allargata e guadagnò due finestre sul lato lungo, la terrazza venne coperta a causa del clima rigido e fu aggiunto un altro corpo. Da stazione e bar si trasformò in Pensione, gestita dalla famiglia Possi Falciola

La stazione fu presto riprogettata: venne allargata e guadagnò due finestre sul lato lungo, la terrazza venne coperta a causa del clima rigido e fu aggiunto un altro corpo. Da stazione e bar si trasformò in Pensione con 14 letti, gestita dalla famiglia Possi Falciola.

In questa foto della stazione in vetta è anche visibile il piccolo ricovero dove venivano poste le elettromotrici durante la notte per la protezione dalla neve e dal freddo

In questa cartolina il treno si avvicina alla Stazione. Il grande edificio sulla destra è l'Hotel Eden

In questa cartolina il treno si avvicina alla Stazione. Il grande edificio sulla destra è l’Hotel Eden. In quel periodo, per il divieto fascista di utilizzare nomi stranieri, si chiamava Hotel Impero

Per Nino Bazzetta de Vemenia, autore nel 1931 della Guida del Lago Maggiore, la linea era “sicurissima, il percorso senza scosse”, anche se talvolta deragliava sui prati! Per l’autore il momento migliore per viaggiare è l’alba, “di minor effetto è il panorama al tramonto; interessante spettacolo è il mare di nebbia che sovente avvolge la pianura”.

Il treno in salita. Sullo sfondo Pallanza

Il treno in salita. Sullo sfondo Pallanza

I ferrovieri del treno erano abituati a manovrare il convoglio in tutte le condizioni climatiche

I ferrovieri del treno erano abituati a manovrare il convoglio in tutte le condizioni climatiche. I guidatori sono Battista Peila, Luigi Moise, Piero Tarabbia e Guido Grotteschi

Una salita nella neve impone ai ferrovieri di scendere per verificare la possibilità di transito

Una salita fra due muretti di neve impone ai ferrovieri di scendere per verificare la possibilità di transito. Per spalare la neve oltre cento persone erano ingaggiate al Trincerone, mentre il trenino transitava ogni due ore di notte per mantenere il tracciato libero

Il giovanissimo impiegato Piergiorgio Andreani

Il giovanissimo impiegato Pierangelo Andreani, ferroviere e staffetta partigiana

Fermata del treno per scaricare uomini, sci e gerle

Fermata del treno per scaricare uomini, pesantissimi sci di legno e gerle

Un ferroviere raccontava invece che la prudenza non era prioritaria e che “si stava al posto di guida con un piede in galera e l’altro al cimitero…”.

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Il carro estivo scoperto pienissimo di passeggeri alla stazione di Stresa

Il carro estivo scoperto pienissimo di passeggeri alla stazione di Stresa

I primi quattro anni di di servizio fino allo scoppio della prima guerra mondiale furono un grandissimo successo e si ipotizzò la realizzazione della diramazione Gignese Armeno Orta. Alla fine della prima guerra mondiale si registrò una riduzione dei turisti stranieri che avevano frequentato Stresa nella Belle Epoque, ma il servizio continuò con guadagni accettabili dovuti al traffico stagionale turistico.

Sul treno non salivano soltanto i turisti, ma anche le donne contadine che tornavano dal mercato

Il treno non serviva soltanto per i turisti, ma anche ai locali. Fino agli anni Sessanta il ghiaccio per conservare gli alimenti nella case degli stresiani veniva trasportato sul trenino. Qui l’elettromotrice 1, con due biciclette dove solitamente venivano attacati gli sci, è ferma a Gignese e la postina ritira la corrispondenza in una gerla

Nel 1941 le difficoltà finanziarie fermarono il trenino, ma allo scoppio della seconda guerra il trenino si rivelò un utile mezzo di trasporto per i tanti lombardi che scapparono dal pericolo e si rifugiarono nell’Alto Vergante, a Gignese e all’Alpino. Durante la resistenza, grazie all’acuta capacità di osservazione del giovanissimo ferroviere e staffetta Pierangelo Andreani furono catturati dal partigiano Bismarck due ingegneri tedeschi. Erano stati inviati appositamente dalla Germania per localizzare il punto in cui trasmetteva la radio clandestina Salem, che era nascosta sopra Gignese. Ne abbiamo raccontato la storia in I ribelli della Presa.

Durante la seconda guerra mondiale il treno fuu utilizzatissimo dai milanesi sfollati, per trasportare armi. Fu proprio sul treno che il partigiano Bismarck catturò due ingegneri tedeschi che stavano cercando di localizzare la radio clandestina Salem

Durante la seconda guerra mondiale il treno fu utilizzatissimo dai milanesi sfollati, dai nazisti e per trasportare armi. Si dice che nel 1945 furono stampati ed emessi centomila biglietti

Si racconta che nel 1945 vennero stampati ed emessi centomila biglietti. Anche le fabbriche vennero reimpiante sulle colline. Ad Armeno si fabbricavano le bombe V1 che furono utilizzate per attaccare Londra. Venivano trasportate sui camion fino a Gignese e poi caricate sul trenino che le portava a Stresa. Il lato del Vergante era ritenuto più sicuro visto che la ferrovia di Omegna aveva parecchi ponti che potevano essere manomessi dai partigiani.

Fu proprio sul treno che il partigiano Bismarck, grazie all’acuta capacità d’osservazione di Pierangelo Andreani, catturò due ingegneri tedeschi che stavano cercando di localizzare la radio clandestina Salem

Nel 1946 la stazione di Stresa Lago fu spostata nell’interno del paese, vicino a Piazza Cadorna, per lasciare spazio ai pulman dei turisti all’Imbarcadero. Nel secondo dopoguerra i passeggeri diminuirono e crebbero i costi, mentre aumentarono le famiglie che raggiungevano il Mottarone con la propria auto. La sistemazione, dal 1948, della strada provinciale da Gignese Mottarone e la fine dei lavori, nel ’59, della strada privata a pagamento dei Borromeo, con un’avallamento al lato per i bob, oltre alla richiesta del  Comune di Stresa della rimozione dei binari dalle vie centrali, furono i tre fattori che decretarono la morte della ferrovia.

Una nitida cartolina della motrice che traina un carro aperti in vista della Madonna delle Nevi, la chiesetta costruita nel 1931

Una nitida cartolina della motrice numero 3 che traina un carro aperto in vista della Madonna delle Nevi, la chiesetta costruita nel 1931

Nel 1959 il servizio fu addirittura sospeso per lavori urgenti: erano mancati negli anni gli investimenti per la sicurezza e l’ammodernamento. Nella vicina Svizzera si potevano osservare esempi di gestione redditizia dei trenini turistici, ma gli amministratori dell’epoca non li considerarono, proprio mentre in vetta si costruivano impianti e alberghi. Alla ripresa del servizio la linea sopravvisse fino alla primavera del 1963, ma negli ultimi tempi effettuava il servizio solo dall’Alpino al Mottarone.

La motrice in discesa verso Stresa. La ferrovia fu smantellata nel 1963

La motrice in discesa verso Stresa. Sopra si vede il Grand Hotel Mottarone che verrà distrutto da un incendio nel 1943. La ferrovia fu smantellata nel 1963 e l’ultima corsa fu effettuata alle 12.55 del 13 Maggio

Pensionato il lento e vetusto trenino, nel 1970 fu costruita la veloce funivia Stresa - Mottarone

Pensionato il lento e vetusto trenino, nel 1970 fu costruita la veloce funivia Stresa – Mottarone

L’ultima mesta corsa fu quella delle 12.55 il 13 Maggio. Il trasporto fu garantito da un autobus e dopo sei anni, il 1° Agosto 1970, fu inaugurata la funivia, un mezzo di trasporto più funzionale, ma assai meno romantico. Lo smantellamento della ferrovia fu una scelta davvero miope e paradossale. La società realizzò il suo più grande profitto vendendo i lotti dei terreni, che aveva precedentemente acquistato con pochi denari, alla ricca borghesia lombarda che edificò ville e villette.

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Una delle elettromotrici superstiti della linea Stresa - Mottarone al Campeggio Sette Camini dell'Alpino

Due elettromotrici superstiti della linea Stresa – Mottarone conservate al Campeggio Sette Camini dell’Alpino

Ma che cosa è rimasto della linea Stresa-Mottarone? Esplorando il territorio in cui passava la ferrovia si possono trovare delle tracce. Una carrozza “giardiniera” rimorchiata del trenino si può vedere al Camping Tranquilla Baveno, mentre le casse di due elettromotrici gialle sono conservate appoggiate su tronchi al campeggio Sette Camini dell’Alpino. Prima di Gignese la sottostazione elettrica, che faceva anche da deposito, è stata convertita in appartamenti e così anche la vecchia stazione dell’Alpino.

La vettura passeggiata è stata trasformata in un monolocale. Si può affiitare al Camping Tranquilla di Baveno

La vettura passeggeri è stata trasformata in un bel monolocale. Si può affiitare al Camping Tranquilla di Baveno

L'ex sottostazione e centrale elettrica situata prima di Gignese è stata trasformata in appartamenti

L’ex sottostazione e centrale elettrica situata prima di Gignese è stata trasformata in appartamenti. Un esempio di buona amministrazione

Le stazione di Stresa, dopo decenni di abbandono, era ridotta in pessime condizioni ed è stata demolita nel 2009, perché pericolante. Restano visibili solo le due banchine da cui partivano i treni. Nella parte nord della stazione c’è ancora un piccolo scalo merci ormai in disuso.

La piccola stazione di Stresa com'era fino a qualche tempo fa. Allora si poteva ancora salvare

La piccola stazione di Stresa com’era fino a qualche tempo fa, nel 1975. Era ben costruita e si sarebbe potuta salvare

I treni transitavano al centro e le persone salivano dalle banchine ai lati

I treni transitavano al centro e le persone salivano dalle banchine ai lati. Foto di Roger Grund

La stazione è stata demolita e restando soltanto le banchine

La stazione è stata demolita e al posto dei binari è cresciuto il prato. Restano soltanto le banchine. Foto di Roger Grund

Le scritte "Stresa" e "Bagagli", testimoni muti di tante arrivi e partenze

Le scritte “Stresa” e “Bagagli”, testimoni muti di tanti arrivi e partenze. Foto di Roger Grund

Il deposito dei treni davanti alla stazione è in degrado e sarebbe auspicabile vederlo restaurato e destinato a nuovo utilizzo.

Il vecchio deposito dei treni ormai in assoluto degrado

La vecchia rimessa delle locomotive è ormai in assoluto degrado

Si intravedono sul territorio i segni del percorso ferroviario infestate da piante e rovi; salendo su, verso il Montarone, c’è la piccola fatiscente stazione Borromeo, dove il treno faceva una sosta per riportare in vetta gli sciatori. La stazione Kulm è ormai pericolante e accoglie tristemente i visitatori del Mottarone.

Il sottopasso a Vedasco ricoperto dai rovi

Il sovrappasso a Vedasco ricoperto dai rovi

Mottarone Trenino Vezzo il percorso di fianco alla strada coperto dal cemento

Nei pressi di Vezzo si può notare il percorso del trenino di fianco alla carrozzabile coperto dal cemento

La stazione Borromeo, da http://www.in-montagna.it/Mottarone-da-Stresa.php

La stazione Borromeo, da In Montagna

La vecchia stazione di arrivo in cima al Mottarone qualche anno fa. Si legge ancora l’insegna “Bar Stazione” e “Ristorante”. Foto di Subaruiv da Ferrovie in rete

La vecchia stazione di arrivo in cima al Mottarone qualche anno fa. Si legge ancora l’insegna “Bar Stazione” e “Ristorante”. Foto di Subaruiv da Ferrovie in rete

Mottarone Trenino Vetta stazione degrado 3

Dietro le transenne e la rete di plastica verde si intravvedono ancora la scritta “Mottarone” e i fregi che ingentilivano il semplice edificio

Mottarone Trenino Vetta Stazione degrado

Il triste spettacolo che accoglie i visitatori del Mottarone

A Gilberto Borromeo è dedicata una strada a Stresa, mentre per Tommaso Tadini, nonostante la delibera comunale, la via ancora non c’è. Sul canale YouTube di Subaruiv si trova un video con la ricostruzione di tutto il percorso della linea.

Nel Settembre del 2011 sono stati festeggiati i 100 anni dall’inaugurazione della Ferrovia e nella Palazzina Liberty di Stresa è stata allestita una mostra. Il Signor Ferdinando Franchini di Dormelletto, appassionato di modellismo ferroviario e collezionista,  ha realizzato il modello in scala 1:87 della Ferrovia Elettrica Stresa-Mottarone. Il plastico riproduce le modalità di effettuazione delle manovre alle stazioni di partenza, con sottopasso, cremagliera Strub, sottovia e ponti. L’opera, a forma di “L”, misura m. 2,7 x m. 1,5.

Un tratto della linea a Stresa con il binario ad ypsilon capovolta. Quello di sinistra proviene dall'imbarcadero e si unisce a quello di destra diretto al deposito ed alla stazione. La ferrovia passa quindi, con un binario unico, sotto la linea ferroviaria per Domodossola. Foto di Gennaro Fiorentino, da http://www.clamfer.it/02_Ferrovie/Mottarone/Mottarone.htm

Un tratto della linea a Stresa con il binario ad ypsilon capovolta. Quello di sinistra proviene dall’imbarcadero e si unisce a quello di destra diretto al deposito ed alla stazione. La ferrovia passa quindi, con un binario unico, sotto la linea ferroviaria per Domodossola. Modello di Ferdinando Franchini, foto di Gennaro Fiorentino, da Clamfer

L'iniziodel tratto a cremagliera lungo il quale arranca l'elettromotrice dal bel colore giallo. Modello di Ferdinando Franchini, foto di Fennrio Fiorentino

L’inizio del tratto a cremagliera lungo il quale arranca l’elettromotrice dal bel colore giallo. Modello di Ferdinando Franchini, foto di Gennaro Fiorentino, da Clamfer

La locomotrice In vetta, presso la stazione, affiancata da alcuni carri.

La locomotrice in vetta, presso la stazione, affiancata da alcuni carri. Modello di Ferdinando Franchini, foto di Gennaro Fiorentino, da Clamfer

Tante persone sognano il ripristino del trenino, osservando che in Svizzera non l’avrebbero mai sopresso. La presenza di un servizio trasporto su rotaia potrebbe evitare lo scenario della cima del Mottarone: una squallida distesa di macchine, brutta, disordinata e inquinante. Al posto del parcheggio in vetta si potrebbero ripristinare i prati e imporre a tutti di lasciare l’auto a Stresa. Chi ama la lentezza sceglierebbe la ferrovia, chi ha fretta potrebbe scegliere la funivia. Allora sì che sarebbe davvero una montagna ecologica.

La ferrovia Stresa - Mottarone in un manifesto pubblicitario di Mario Borgoni (1869-1936)

La ferrovia Stresa – Mottarone in un manifesto pubblicitario di Mario Borgoni (1869-1936)

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Per scaricare il pdf dell’articolo cliccare qui Quando in montagna si andava in treno

Fonti: le fotografie che illustrano  l’articolo provengono dalla rete e dal gruppo Facebook Verbania Antiche Immagini

Per conoscere meglio la storia del Mottarone: Il Mottarone: ritratto in cartolina

Bibliografia fondamentale e irrinunciabile: Andrea Lazzarini, La Ferrovia elettrica Stresa-Mottarone, Andrea Lazzarini Editore, Stresa, 1996; Marco Braga, Il trenino del Mottarone, in Guida sentimentale del Verbano, 2013.

Beny Arne con i 5 Gringos e sexy voci canta Il trenino del Mottarone cha cha cha

Beny Arne con i 5 Gringos e sexy voci canta Il trenino del Mottarone cha cha cha

 

 

 

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Published in: on 22 dicembre 2015 at 2:48  Lascia un commento  
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